...Sotto
il fico
Ogni
patria straniera è patria dei cristiani.
Da
un autore del II secolo un breve testo estremamente attuale a ricordo
dell'identità del cristiano nel mondo.
"I
cristiani né per regione, né per lingua, né per
consuetudini di vita sono da distinguere dagli altri uomini. Infatti
non abitano città proprie, né usano un gergo che si
differenzia, né conducono uno speciale genere di vita.
La loro dottrina non è nella scoperta del pensiero di uomini
multiformi, né essi aderiscono ad una corrente filosofica umana,
come fanno gli altri.
Vivono nella loro patria, ma come forestieri; partecipano a tutto
come cittadini e da tutto sono distaccati come stranieri. Ogni patria
straniera è patria loro, e ogni patria è straniera.
Dimorano nella terra, ma hanno la loro cittadinanza nel cielo. Obbediscono
alle leggi stabilite, e con la loro vita superano le leggi.
In breve, come è l'anima nel corpo, così nel mondo sono
i cristiani. L'anima è diffusa in tutte le parti del corpo
e i cristiani nelle città della terra. L'anima abita nel corpo,
ma non è del corpo.
I cristiani abitano nel mondo, ma non sono del mondo. L'anima invisibile
è racchiusa in un corpo visibile; i cristiani si vedono nel
mondo, ma la loro religione è invisibile".
(Lettera
a Diogneto, II sec.)