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...Sotto il fico "La pace sia con voi!" (III Domenica di Pasqua 2003) Alla sera del primo giorno dopo il sabato che segue il plenilunio dell'equinozio primaverile, noi apostoli con amici e discepoli siamo insieme: chi felice, chi incredulo, chi impaurito, ma tutti scossi per i fatti sconvolgenti accaduti nella giornata. Ciascuno racconta agli altri cosa gli è capitato o cosa è venuto a sapere "Gesù, catturato come un malfattore, processato sommariamente e ucciso ingiustamente il giorno prima del sabato, già a partire dall'alba, era stato visto vivo!" Alcune
donne, tra cui anche mia madre Maria, mattiniere come sempre, anzi
ancora più del solito a causa della tristezza e del dolore,
erano andate al sepolcro di Giuseppe di Arimatea, in cui era stato
sepolto Gesù: lo avevano trovato aperto e il corpo di Gesù
sparito
Qualcuno, comparso non si sa da dove, sconosciuto a
tutte, aveva detto loro: "Lo state cercando inutilmente perché
è
risorto
A un tratto sentiamo battere alla porta, immediatamente tutti tacciono, un silenzio gelato, denso di paura e di ansia avvolge tutto e tutti, i colpi alla porta si ripetono accompagnati da: "Sono io, Cleopa e il mio amico apriteci, siamo proprio noi, partiti poche ore fa per Emmaus ma siamo di nuovo qui e dobbiamo parlarvi, non temete, apriteci!" (Lc 24,35-48). Io, Giacomo di Zebedeo, guardo da una fessura della porta e li riconosco alla debole luce di una torcia, apro subito uno spiraglio per lasciarli passare prima che sveglino tutto il vicinato e richiamino l'attenzione delle guardie. Erano state richiamate tutte in servizio e si stavano svolgendo minuziose indagini a causa della sparizione del corpo di Gesù. Cleopa ci racconta col fiato grosso per la corsa e per l'emozione che con il suo amico erano ormai giunti a Emmaus, insieme, da un certo punto in poi, a un pellegrino che pensavano straniero. Lo avevano invitato a fermarsi a cena con loro e lo avevano riconosciuto: "Era Lui, Gesù" - afferma con sicurezza Cleopa - "inconfondibile nel pronunciare la preghiera di benedizione, nello spezzare il pane e condividerlo. Improvvisamente, però, appena abbiamo realizzato che era Lui, è sparito. Cosa fare? Abbiamo deciso di tornare subito indietro per raccontarvi l'accaduto e confrontarci con voi". Non aveva ancora terminato di parlare che al centro della stanza appare improvvisamente una Persona che dice: "La pace sia con voi! - Shalom!". Sconvolti, irrigiditi dalla paura, anzi, terrorizzati, pensiamo a un fantasma. Ma subito Lui ci rassicura, ci mostra le mani e i piedi piagati dai chiodi e dice: "Sono io". Non riusciamo ancora a crederci, il cuore batte all'impazzata ma nello stesso tempo siamo invasi da una gioia incontenibile. Chiede da mangiare per riuscire a convincerci del tutto gli diamo un po' di pesce arrosto I due discepoli di Emmaus, immensamente felici per averlo di nuovo vicino nella stessa serata, esclamano contemporaneamente: "E' proprio lui: Gesù". A
questo punto qualcuno di voi si chiederà: ma perché
Giacomo di Zebedeo ci sta raccontando, a modo suo, cosa è successo
quella sera: abbiamo già gli scritti degli Evangelisti
Io
ero stato soprannominato da Gesù "figlio del tuono"
per il mio carattere irruente, impetuoso, reattivo, ma nonostante
ciò, anzi proprio perché con questo difetto, mi ha chiamato
perché stessi vicino a Lui, dandomi poi tanta fiducia da mandarmi
a predicare e a scacciare i demoni. Io, proprio quella sera di Pasqua, all'augurio di pace di Gesù, dopo tutto quello che gli avevano fatto e detto, ho lasciato definitivamente i miei pensieri di vendetta e ho capito finalmente il linguaggio e lo stile dell'amore che nostro Maestro continuava a insegnare ancora anche in quel momento. La pace è il suo dono definitivo, il sigillo della sua azione di salvezza. E' la pace cantata dagli angeli a Betlemme che è donata da Lui crocifisso risorto, a tutti gli uomini. L'annuncio
di pace fa da inclusione alla vita di Gesù ed è il segno
indubitabile della sua presenza, della presenza di Dio. E' l'armonia
dei molteplici frutti dello Spirito. La pace di Dio è un dono
talmente grande che dapprima ci sconvolge, poi rompe e dilata il nostro
cuore per farne il recipiente capace di contenerla e di donarla. E'
però necessario che sia accolto l'invito a pentirsi, a cambiare
vita, a ricevere il perdono dei peccati. "Voi
sarete testimoni di tutto ciò cominciando da Gerusalemme". La pace di Gesù, quella che mi ha donato la sera della domenica di Pasqua, ha reso possibile ciò che è umanamente incredibile, impossibile: io, figlio del tuono, il primo apostolo a morire, testimone del messaggio di salvezza di Gesù, ammazzato di spada da Erode, ho perdonato. Ada
Marchis
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