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07.01.05
- Una comunità viva ha camminato nella Terra di Gesù
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E' la parrocchia francescana di San Bernardino di Torino, che aveva
preparato da tempo il cammino verso i Luoghi della fede, con incontri
biblici e momenti di approfondimento sulla situazione sociale in
Terra Santa.
E finalmente è arrivata l'alba della partenza, lunedì
27 dicembre: un gruppo di 31 persone guidate dal parroco, p. Fedele,
e dal Commissario di Terra Santa del Piemonte, p. Giorgio.
Chi sono questi pellegrini? Sono giovani e meno giovani, chi più
e chi meno abituato a sfogliare le pagine della Scrittura, chi più
e chi meno spedito sulle gambe (c'è anche Didi sorridente
sulla sua sedia a rotelle)
tutti desiderosi di conoscere la
Terra che conserva le tracce del passaggio di Gesù nel mondo.
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L'itinerario
è quello classico (Nazaret, Monte Tabor, Cana, Lago di Tiberiade,
Cafarnao, Cesarea, Gerusalemme, Betlemme, Gerico) ma non è consueto
ilprogramma, perché non si visitano "solo" i santi
Luoghi bensì anche la comunità che li tiene vivi: interessante
è dunque ascoltare la testimonianza di un medico cristiano in
Galilea, l'esperienza affascinante del frate archeologo che scava tra
i tesori di Cafarnao, i progetti educativi del pastore luterano a Betlemme,
i problemi dei parrocchiani di San Salvatore a Gerusalemme e quelli
ancor più gravi della parrocchia di Gerico completamente circondata
dall'esercito israeliano.Il gruppo è anche ricevuto dal padre
Custode di Terra Santa, fra Pierbattista Pizzaballa, che fa luce sulla
Terra Santa di oggi, nella sua ricchezza e nella sua povertà,
e invita i pellegrini a raccontare quanto visto e toccato con mano per
invogliare altri cristiani di buona volontà a mettersi in cammino.
A questi incontri si aggiungono quelli altrettanto vivi con la gente
del posto, a cominciare da Yousef, l'autista arabo musulmano pieno di
premure per ciascuno dei suoi passeggeri
e poi Samer, lo studente
cristiano che fa il turno di notte all'albergo di Casa Nova, il cameriere
di Nazaret che si intrattiene a chiacchierare con gli ospiti, la signora
del negozietto gremito di souvenir un po' impolverati che dispensa sconti
e utili informazioni, il monaco ortodosso che accoglie i pellegrini
alla Pietra della Resurrezione
I parrocchiani di San Bernardino si sentono a casa e accolgono con stupore
il Mistero di questa Terra che è madre generosa e ospitale: è
bello percorrere le strade di Gesù, meditare tra le rocce che
custodiscono le memorie dei profeti, ammirare le dolci colline di Galilea
cullati dalle onde del Lago
Il sole straordinariamente mite accompagna
l'itinerario dei pellegrini che, grati, restituiscono il dono di tanta
Bellezza con gesti concreti di fraternità: quanta delicatezza
verso Didi che viene sollevata e accompagnata in ogni Luogo, quanta
premura per chi è più lento, più piccolo o più
solo
Il Vangelo prende forma: nei suoi siti originari e nell'amore
che unisce i fratelli. Il parroco, discreto, sorride e ogni volta suggerisce
il messaggio spirituale che sgorga da questi Luoghi.
Così la comunità, Chiesa viva, si ritrova a pregare, a
riflettere, a capire, a gioire insieme lungo il cammino e
a ringraziare
nell'ultima sera prima del ritorno: tante sono le emozioni, le riflessioni
e i silenzi che dicono la gioia di aver incontrato la Terra Santa. Ne
diamo voce qui sotto, ringraziando il Signore che ha benedetto i passi
dei suoi ospiti, dei suoi figli.
Chiara
Tamagno
Alla fine ce l'hanno fatta. Tutti quelli a cui ho comunicato la meta
del mio viaggio sono riusciti a incutermi timore e così, la mattina
della partenza, ho sperato fino all'ultimo che la sveglia non suonasse
e che la famiglia Anghelone non prendesse mai quell'aereo per andare
in quella terra, dove temevo sarebbe successo qualcosa.
Ed effettivamente sì, è successo. E' accaduto che atterrando
a Tel Aviv e da qui, gironzolando un po' per quei posti, io abbia incontrato
persone e luoghi molto diversi tra loro, difficili e affascinanti.
Nessun rischio, se non quello di tornare a casa più appesantiti,
non solo dai souvenir comprati tra colorati e speziati negozietti, ma
principalmente da un nuovo senso di responsabilità, quella di
poter essere utili davvero, anche operando nel nostro piccolo e nella
nostra quotidianità, che spesso vista da qui è così
sterile.
La Terra Santa ha una storia immensa, uno spirito ricco e un'interessante
bellezza, insomma ha una vita propria, ed incontrarla è come
conoscere una persona nuova, da ascoltare e con cui dialogare.
Marta
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Ci tenevo molto a fare questo viaggio in Terra Santa, perché
volevo approfondire meglio la fede, mi hanno emozionato due momenti
che per me sono stati molto significativi: il primo è stato
la grotta dove Gesù è nato, perché esserci
fisicamente è diverso che sentirlo dire, anche a sentire
quel calore che c'è nella grotta mi sembrava di rivivere
di persona quel momento. Il secondo punto che ho sentito molto
forte è stato quando abbiamo fatto la strada che il Signore
ha percorso con la croce sulle spalle e pensavo alla fatica e
al dolore che avrà sopportato.
Didi
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In
missione per conto di Dio.
Tutto inizia con una serie di domande:
"Perché viene in Israele?" "Chi ha preparato i
tuoi bagagli?" "Quando ha preparato la valigia?" "Chi
c'era con lei mentre preparava i bagagli?" "Dove sono stati
questi bagagli da quando li ha preparati a quando è uscito?"
"Perché viene in Israele?" "Conosce qualcuno in
Israele?" "Dove alloggerà in Israele?" ecc. ecc.
ecc.
Controlli ostinati che fanno perdere tempo, qualcuno pensa, altri che
sono giusti, che fanno bene.
Ma dove sto andando? Mi chiedo! Ma è la Terra Santa, terra di
conflitti e paure, ma è anche la terra dei Profeti e di Cristo:
il loro ideale di fede, di giustizia, di pace e amore ispira ancor oggi
tre fra le più grandi religioni universali, il Giudaismo, il
Cristianesimo e l'Islam.
Religioni che convivono nello stesso posto e te ne accorgi passeggiando
tra quei luoghi, entrando nelle Chiese, Sinagoghe, Moschee, ma soprattutto
ascoltando, osservando e fotografando la vita di tutti i giorni e della
gente che ci vive.
Ma non fai in tempo ad accorgertene che tutto termina con un'altra serie
di domande: "Perché sei venuto in Israele? "Chi ha
preparato i tuoi bagagli?" ecc. ecc. ecc. E' già ora di
tornare!
"Quando si arriva ci si accorge di essere fortunati: nonostante
gli attentati e le sirene, l'Intifada e le esecuzioni mirate, nonostante
le contraddizioni che dilaniano il paese, nonostante il pianto che parla
arabo ed ebraico, nonostante tutto, è più facile arrivare
che partire.
Quando si parte ci si accorge di essere fortunati: nonostante gli attentati
e le sirene, l'Intifada e le esecuzioni mirate, nonostante le contraddizioni
che dilaniano il paese, nonostante il pianto che parla arabo ed ebraico,
nonostante tutto, e più difficile partire che arrivare (Stefano
Jesurum, "Israele Nonostante Tutto")".
Santino
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Scena
di ordinario ecumenismo.
È il primo dell'anno. Al santo Sepolcro Daniela, nella
carrozzella che la accompagna da tutta la vita, attende di entrare
nella cappella della Resurrezione. Il monaco ortodosso che fa
il vigile-cerbero, regolando l'entrata e l'uscita dei fedeli,
la vede. Le si avvicina e le chiede: "come ti chiami ?".
Carla, la mamma, risponde: "Daniela". Il monaco le fa
spazio nella coda, la fa entrare nella prima cappella, poi le
prende la mano e, toccando l'architrave del Sepolcro, prega in
greco, a lungo. Poi dice a Daniela: "Io, Samuel, prego per
te, Daniela: che tu lasci presto questa carrozzella, tu prega
per me". La fa entrare nel Sepolcro, e la lascia a lungo
quando va via, la saluta ancora: "Ciao Daniela".
Ivana
& Marco
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Come
posso esprimere emozioni, sensazioni, sentimenti vissuti e messaggi
ricevuti da un pellegrinaggio in Terra Santa ? In questa terra che ha
visto il dipanarsi spirituale ed umano di Gesù?
Ho incontrato sedi privilegiate nel rapporto con Dio, ho visto percorsi
di Gesù nella sua vita terrena, mi sono imbattuta nella sua gioia,
nella sua sofferenza, nel suo messaggio luminoso.
"Signore, fa che io veda" ed allora sarò capace di
vivere con entusiasmo ogni mio giorno in questo mondo!
Giulia
L'esperienza più forte: il Santo Sepolcro dove tocchi in pochi
metri l'umanità e la divinità di Cristo e senti la preghiera
di tutte le religioni cristiane che sale incessante a Dio e senti le
gambe pesanti che nonostante il buio, l'umidità, la confusione
non riescono a portarti fuori da quel luogo estrema sintesi della tua
fede.
Il momento più dolce: la traversata del lago di Tiberiade sentendo
Gesù vicino mentre leggi le sue parole e ti senti uomo di poca
fede.
Cosa ti porti a casa: la simpatia e la speranza delle suore di Nazareth,
la voglia di pace del pastore luterano di Betlemme, la forza, la concretezza
dei parroci di Gerusalemme e Gerico e gli occhioni dei bimbi (cristiani,
mussulmani, ebrei, chissà?), la fretta degli ebrei di andare
a pregare il sabato tutti vestiti a festa al muro, la visibile sofferenza
dei laici cristiani e la mano di Yousef (il nostro autista mussulmano)
che stringe la tua durante l'ultimo Padre Nostro nella parrocchia di
Gerico, e soprattutto la voglia di continuare in qualche modo ad essere
lì dove le tue radici ritrovate ti attirano inevitabilmente...
Marenza
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Da
questo pellegrinaggio in Terra Santa esco rafforzata nella mia
fede, ma soprattutto con uno stimolo maggiore ad aprirmi verso
gli altri. "Seguitemi, vi farò diventare pescatori
di uomini" questo è l'invito che noi tutti abbiamo
ricevuto dal Cristo e con il dono dello Spirito Santo ci ha resi
capaci di perdonare i nostri fratelli. Questo, secondo me, è
il più grande tesoro della nostra fede perché ci
spinge ad essere fautori del dialogo, della riconciliazione e
della pace. Nel luogo dove Gesù è nato ed ha portato
il suo annuncio di pace e di salvezza ancora oggi, come 2000 anni
fa, essere cristiani è una "sfida", quindi è
anche nostro compito cercare di aiutare i nostri fratelli che
vivono lì, di sostenerli perché si sentano più
forti e stimolati alla ricerca di un cammino di pace con le altre
religioni.
Francesca
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Nella
Terra dove le tre religioni più importanti dell'umanità
devono convivere, ma nello stesso tempo dividono i popoli, ho scoperto
che l'amicizia è comunque possibile e può crescere se
la si coltiva con un po' di fiducia nel prossimo e con spirito di fratellanza.
Questo è il ricordo più bello che mi porto a casa.
Fabio
Ripensando al nostro pellegrinaggio in Terra Santa, ci vengono in mente
le parole con cui fra Giorgio ha dato inizio a tutta la nostra esperienza,
durante la Messa celebrata nella Basilica dell'Annunciazione: "Sentitevi
ospiti di Dio", e poi ancora ci aveva suggerito di lasciarci coinvolgere
nel Mistero che questa Terra custodisce, e, anche se non si comprende
tutto subito, ad iniziare a "voler bene a questo mistero".
Ecco il nostro viaggio è stato un po' così: un sentirci
a casa del Signore, che ha fatto di tutto per accoglierci nel migliore
dei modi, e un vedere più da vicino il mistero di Gesù.
Per certi versi è stato come poter "vedere il Vangelo".
Questo è stato bellissimo. E poi ancora una cosa: straordinari
gli incontri con le persone, per capire che anche questa Terra, con
la sua gente e le sue contraddizioni, è mistero: di pace e di
guerra, di uguaglianze e differenze. E anche questo è un mistero
a cui voler bene.
Laura
ed Enrico

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