...Le nostre proposte

Dalla veglia francescana per la Terra Santa

"DOMANDATE PACE PER GERUSALEMME"!

Hanno risposto in molti all'invito dei frati francescani della Provincia torinese, che venerdì 19 aprile hanno organizzato una veglia di preghiera per implorare pace nella Terra ferita di Gesù.

"Domandate pace per Gerusalemme": nella chiesa di Sant'Antonio da Padova sono arrivati religiosi e laici, gente di Torino e di fuori città, per fare coro con tutta la comunità francescana e invocare il Dio della misericordia, affinchè si chini su questo angolo tormentato del mondo.

Da Gerusalemme giunge il saluto e il grazie del padre Custode, fra Giovanni Battistelli, che benedice l'iniziativa torinese.

Proprio il tema del ricordo di Dio, che non abbandona il popolo nella prova, guida l'itinerario della celebrazione: i salmi che inneggiano a Gerusalemme, città di tutti i popoli, e le parole del profeta Isaia invitano ad avere fiducia nel Dio dei nostri padri.

Momento centrale della veglia è la meditazione su "Cristo, nostra pace", dalla Lettera agli Efesini: fra Giorgio Vigna, Commissario di Terra Santa, prende spunto dalle parole dell'apostolo Paolo per richiamare alla scelta cristiana per la pace, fondata in Gesù Risorto e, come tale, distinta da ogni altra opzione pacifista. Una scelta che impegna e che può costare caro prezzo. Le sue parole si colorano con la testimonianza di quanto appena visto e vissuto a Gerusalemme, come il coraggio e la perseveranza dei frati della Custodia, decisi a non abbandonare i Luoghi Santi, neanche Betlemme... in nome di una missione che continua da otto secoli.

"Voi siete luce del Signore" dice ancora l'Apostolo Paolo e l'invito è ora rivolto a tutti i presenti, ad essere missionari nel mondo quotidiano, a vivere e a diffondere la pace che ci ha insegnato Gesù. Con fermezza e con gioia.

L'impegno comune si fa segno luminoso nelle mani di ciascuno: ogni fedele accende un lumino dalla fiamma del grande cero pasquale e lo porta a casa a ricordo della preghiera condivisa. La chiesa si illumina di tante piccole luci e l'invocazione al Padre Nostro sembra raggiungere il Cielo.

Così la veglia si conclude e la preghiera continuerà, incessante e fiduciosa, nel cuore di ciascuno.

All'uscita della chiesa, un quaderno raccoglie le firme e i messaggi di solidarietà che i presenti desiderano far giungere alla comunità di Terra Santa: sarà il dono che il primo gruppo di pellegrini porterà al padre Custode, a Gerusalemme, a fine maggio.

I frati che ci hanno accolto con fraterna cordialità ora ci benedicono e invitano a visitare al più presto la Terra Santa.


Questo l'impegno per la pace che l'assemblea ha proclamato a conclusione della preghiera:

IN PIEDI COSTRUTTORI DI PACE!

Coraggio.

Non dobbiamo tacere, braccati dal timore che venga chiamato "orizzontalismo" la nostra ribellione contro le iniquità che schiacciano i poveri.

La pace è una scommessa e un impegno per noi donne e uomini di oggi.

Non scommettiamo su una pace che non venga dall'alto: è inquinata!

Noi ci impegniamo per una pace che ha scoperto che i suoi pozzi sono le stimmate del Risorto.

Non scommettiamo su una pace che prende le distanze dall'ingiustizia: è peggio della guerra!

Noi ci impegniamo per una pace e una giustizia che si baciano e abbracciano.

Non scommettiamo su una pace che sorride sulla radicalità della non violenza: è infida!

Noi ci impegniamo ad abbandonare i recinti della sicurezza, garantiti dalla forza, per abbandonarci alla parola del Signore, sull'inapparente inaffidabilità della non violenza attiva.

Non scommettiamo su una pace che non provoca sofferenza: è sterile!

Noi ci impegniamo per quella pace che è il nuovo martirio a cui la chiesa oggi viene chiamata.

Non scommettiamo sulla pace come prodotto finito: scoraggia!

Noi ci impegniamo per una pace che vince non sull'ultimo traguardo, ma sulle tappe intermedie: il nostro oggi.

Cristo è la nostra pace: egli non delude!

Ma se noi sua chiesa invece di far ammutolire i potenti, per la fierezza con cui annunciamo il vangelo della pace, ammutoliamo, ci rendiamo complici rassegnati di tutti i crimini di cui siamo spettatori.

Coraggio, allora!

Diciamo con forza tutto questo: perché, se non lo faremo, saremo lucignoli fumiganti invece che essere "ceri pasquali".

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