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Vi
sono gesti semplici e quotidiani che, in alcuni momenti della
storia, diventano straordinari e acquistano un valore
simbolico capace di parlare a tutti e di ricordare che in ogni
situazione il dialogo rimane possibile e che solo esso è
la via per difendere la vita delle persone e intraprendere cammini
di pacificazione.
E
quanto accaduto a Betlemme durante i giorni di occupazione da
parte di Palestinesi civili e armati, e di assedio da parte
dellesercito israeliano alla Basilica della Natività.
Grazie alla ferma mitezza dei religiosi francescani, frati e
suore, fedeli alla parola di Cristo, alla Regola di San Francesco
d'Assisi e alle ragioni dell'uomo, è stato possibile
evitare lo scontro che avrebbe portato alla perdita di molte
vite umane da una parte e dall'altra.
Custodendo ad ogni costo il luogo santo, affidato loro e ai
fratelli greci ed armeni, essi sono stati anche custodi della
vita e della pace.
Nonostante pressioni psicologiche e morali, che li invitavano
ad abbandonare la Basilica per evitare rischi personali e lasciare
la soluzione a prove di forza, non sono venuti meno al compito
loro affidato.
Per 39 giorni hanno condiviso tutto quello che erano e che avevano,
non riducendo mai l'impegno a convincere assediati e assedianti
a trovare una onorevole e pacifica via di uscita.
In un clima che ha toccato momenti di altissima tensione, hanno
offerto una testimonianza attiva di pace, riuscendo più
volte a calmare gli animi ed evitare attacchi e scontri che
avrebbero avuto conseguenze tragiche per tutte le persone coinvolte.
Questo
modo di agire ha, di fatto, "disarmato" entrambi gli
schieramenti. Coinvolti fino al rischio personale, la loro opera
ha permesso di cercare la salvezza di tutti, costruendo, dall'interno
della Basilica, le basi per una soluzione accettabile per le
due parti.
Crediamo
che il dialogo tra Palestinesi ed Israeliani, esposto ogni giorno
al rischio del fallimento e dello scoraggiamento, possa essere
difeso e coltivato trovando un esempio e una via nell'azione
di solidarietà e di condivisione sperimentate nei giorni
e nelle notti della vicenda della Basilica di Betlemme.
Per
questo abbiamo deciso di dare vita a un Comitato che sostenga
la candidatura dei Frati Francescani e delle Suore della Basilica
della Natività per il Nobel della pace.
Comitato
Promotore v. Fiorenzuola Vecchia, 2 53045 Montepulciano
(SI) nobel@nobelbetlemme.org
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