...Le nostre proposte


PREMIO NOBEL PER LA PACE AI FRATI E ALLE SUORE DI BETLEMME?

Noi diciamo sì: siamo convinti che quanto i frati e le suore di Betlemme hanno dimostrato durante il triste assedio alla Basilica della Natività debba essere riconosciuto come segno di pace che ha molto da dire al mondo.
E’ ancora vivo nel cuore di tutti il ricordo di quei giorni, seguiti col fiato sospeso… e ancora oggi la pace stenta a farsi strada, in Terra Santa come in altre zone di conflitto.
I frati e le suore di Betlemme ci hanno dimostrato – e continuano a farlo – come si possono risolvere le contrapposizioni senza ricorrere alla violenza, bensì utilizzando gli strumenti del dialogo attento, aperto e rispettoso della vita, di ogni vita. La loro è stata una provocazione mite e forte che vogliamo far risuonare ancora nel cuore di ogni uomo di buona volontà.

Non aggiungiamo altre parole a quanto scritto nella motivazione al Nobel che ti invitiamo a leggere. E’ scritta dal Comitato Promotore, che si è organizzato in Toscana, già nei primi mesi dell’estate scorsa, coordinato da fra Rodolfo Cetoloni, vescovo di Montepulciano.

Se anche tu condividi le ragioni per sostenere questa candidatura al premio Nobel per la Pace, puoi collegarti al sito www.nobelbetlemme.org dove troverai il form da riempire.
Se ci credi, fatti tu stesso promotore: diffondi questo invito e, se passi presso la sede del nostro Commissariato di Terra Santa (via Sant’Antonio da Padova 7 – Torino), troverai anche appositi fogli per raccogliere le firme dei tuoi amici. Per qualunque informazione, non esitare a chiamarci!

fra Giorgio Vigna
Commissario di Terra Santa

Vi sono gesti semplici e quotidiani che, in alcuni momenti della storia, diventano “straordinari” e acquistano un valore simbolico capace di parlare a tutti e di ricordare che in ogni situazione il dialogo rimane possibile e che solo esso è la via per difendere la vita delle persone e intraprendere cammini di pacificazione.

E’ quanto accaduto a Betlemme durante i giorni di occupazione da parte di Palestinesi civili e armati, e di assedio da parte dell’esercito israeliano alla Basilica della Natività.
Grazie alla ferma mitezza dei religiosi francescani, frati e suore, fedeli alla parola di Cristo, alla Regola di San Francesco d'Assisi e alle ragioni dell'uomo, è stato possibile evitare lo scontro che avrebbe portato alla perdita di molte vite umane da una parte e dall'altra.
Custodendo ad ogni costo il luogo santo, affidato loro e ai fratelli greci ed armeni, essi sono stati anche custodi della vita e della pace.
Nonostante pressioni psicologiche e morali, che li invitavano ad abbandonare la Basilica per evitare rischi personali e lasciare la soluzione a prove di forza, non sono venuti meno al compito loro affidato.
Per 39 giorni hanno condiviso tutto quello che erano e che avevano, non riducendo mai l'impegno a convincere assediati e assedianti a trovare una onorevole e pacifica via di uscita.
In un clima che ha toccato momenti di altissima tensione, hanno offerto una testimonianza attiva di pace, riuscendo più volte a calmare gli animi ed evitare attacchi e scontri che avrebbero avuto conseguenze tragiche per tutte le persone coinvolte.

Questo modo di agire ha, di fatto, "disarmato" entrambi gli schieramenti. Coinvolti fino al rischio personale, la loro opera ha permesso di cercare la salvezza di tutti, costruendo, dall'interno della Basilica, le basi per una soluzione accettabile per le due parti.

Crediamo che il dialogo tra Palestinesi ed Israeliani, esposto ogni giorno al rischio del fallimento e dello scoraggiamento, possa essere difeso e coltivato trovando un esempio e una via nell'azione di solidarietà e di condivisione sperimentate nei giorni e nelle notti della vicenda della Basilica di Betlemme.

Per questo abbiamo deciso di dare vita a un Comitato che sostenga la candidatura dei Frati Francescani e delle Suore della Basilica della Natività per il Nobel della pace.

Comitato Promotore – v. Fiorenzuola Vecchia, 2 – 53045 Montepulciano (SI) – nobel@nobelbetlemme.org

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