...Le nostre proposte

Veglia di preghiera per la pace in Terra Santa (dic. '03)
"Pace nella povertà?".
In questi tempi tanto duri e dolorosi, ancora una volta, abbiamo sentito forte il bisogno di una sosta per pregare e invocare la pace da Chi, solo, può rispondere alla nostra attesa.
Nella chiesa di Sant'Antonio da Padova ci siamo riuniti, con il vescovo di Saluzzo monsignor Guerrini, venerdì 5 dicembre: una sera dell'Avvento.
"Dio e Signore dell'universo, nella tua bontà rendici degni di quest'ora, nonostante la nostra miseria; fa' che siamo uniti per il vincolo della pace e della carità"; le parole di quest'antica preghiera ci introducono nel mistero della pace.
Poi, l'apostolo Paolo ci prende per mano e ci ricorda, con le parole della sua II lettera ai Corinzi al cap. VIII, come dobbiamo inclinare il nostro cuore quando andiamo incontro all'altro, ai suoi bisogni, alle sue necessità: "Non dico questo per farvene un comando, ma solo per mettere alla prova la sincerità del vostro amore con la premura verso gli altri. Conoscete infatti la grazia del Signore nostro Gesù Cristo: da ricco che era, si è fatto povero per voi, perché voi diventaste ricchi per mezzo della sua povertà".
Allora nella nostra mente prende forma la domanda: "pace nella povertà?"; di più: "come è possibile che si realizzi la pace nella povertà?"… non c'è troppa ingiustizia e dolore e violenza nella povertà, perché si realizzi la pace?
Non siamo qui per delineare strategie nuove per la pace, ci dice il Vescovo, ma per vedere con chiarezza l'atteggiamento che ciascuno di noi deve costruire in se stesso per accogliere l'altro, e trasformare le nostre relazioni umane da violente contese, cariche di predominio, (come già ammaestrava l'apostolo Giacomo nella sua lettera al cap. IV) in paziente e fiducioso incontro. E' nel Signore Nostro Gesù Cristo che troviamo la sorgente di ogni grazia; e il brano del vangelo di Luca, proposto per la veglia (Lc 6,27-36) è davvero illuminante: "Ma a voi che ascoltate, io dico: Amate i vostri nemici, fate del bene a coloro che vi odiano…".
Mettiamoci in ascolto e lasciamo che la povertà del Signore ci faccia ricchi; in altre parole cerchiamo in Lui le coordinate della Povertà.
La prima: l'umiltà, quell'atteggiamento interiore che ci rende capaci di vedere come ricchezza la diversità dell'altro. E poi, l'affabilità che ci rende capaci d'ascolto e crea un clima di dialogo: l'uomo affabile è colui che lascia parlare l'altro. Ma anche la mitezza che ci rende dis-armati, perché ci fa partire dal presupposto che l'altro non ci vuole aggredire. E infine la misericordia, che partendo dal "patire con" ci rende capaci di perdono: la sua massima espressione. "Siate misericordiosi, come è misericordioso il Padre vostro" ci dice Gesù, mostrandoci quale deve essere la misura con cui dobbiamo misuraci…
Se la povertà ha queste coordinate, aggiunge monsignor Guerrini, allora possiamo parlare di una povertà scelta, di una povertà che si spoglia per donarsi; in altre parole possiamo parlare di libertà interiore. Allora, se la povertà è tutto questo, possiamo dire : "pace nella povertà!", anzi di più: c'è pace grazie alla povertà.
E davvero abbracciati a queste coordinate, aggiunge il Vescovo, nella Terra Santa del Signore, da 800 anni, i figli di San Francesco proclamano con la vita la verità e la possibilità della "pace nella povertà".
Rinfrancati e rinvigoriti da questa pacata, ma forte riflessione, ci rivolgiamo ancora al Signore della storia con le parole di una preghiera del sacramentarlo gallicano:
"Perciò ti preghiamo: per la tua bontà, nasci anche nelle nostre menti, salvezza eterna, e, liberati dall'iniquità rendici operatori di giustizia; sconfitto in noi ogni errore mortale, concedici di camminare per retto sentiero nella via della pace, perché possiamo servirti, Salvatore del mondo. Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli. Amen."
La veglia è giunta al termine: ora, lasciamo che lo Spirito lavori in noi e il seme gettato produca il suo frutto.
Usciamo da Sant'Antonio con il cuore un po' più ricco, e la mente deliziata dalla musica d'organo e tromba che Luca Benedicti e Marco Bellone hanno scelto per accompagnare i nostri momenti di riflessione personale.
Il Signore ci dia Pace.

Silvana Malaspina

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