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...Le
nostre proposte
03.12.04
- Preghiera per la pace in Terra Santa
Abbiamo
invocato lo Spirito del Messia per un orizzonte di pace!
Venerdì 3 dicembre i frati francescani del Santuario di Sant'Antonio
da Padova hanno accolto con gioia quanti si sono ritrovati a pregare
per la pace in Terra Santa. Un appuntamento ormai consueto, organizzato
dal Commissariato di Terra Santa, nei tempi forti dell'anno liturgico
e dunque anche per questo nostro tempo di Avvento.
Lo spazio riservato alla musica è stato come sempre significativo,
non solo per accompagnare la meditazione della Parola, ma anche per
invocare quell'armonia che ancora manca nella Terra in cui è
nato Gesù.
Le note dell'organo e della tromba hanno intercalato i momenti di lettura,
di ascolto e di preghiera comunitaria: il corale di Bach "Jesus
bleibet meine Freude" ha dato inizio alla celebrazione invitandoci
alla lieta attesa del Messia e del suo messaggio. Insieme abbiamo quindi
cantato un inno allo Spirito Santo: "Vieni o Spirito Consolatore,
effondi sul mondo la tua dolcezza e dona ai tuoi figli la pace
".
Il canto e la musica hanno preparato i cuori all'ascolto del profeta
Isaia: "Un germoglio spunterà dal tronco di Iesse, un virgulto
germoglierà dalle sue radici. Su di lui si poserà lo spirito
del Signore, spirito di sapienza e di intelligenza, spirito di consiglio
e di fortezza, spirito di conoscenza e di timore del Signore".
E' la lettura prevista dalla liturgia per la seconda domenica di Avvento
(Is 1,1-6.9-10) e le parole del profeta sono risuonate con forza e luminosità.
Le ha commentate per noi don Michelangelo Priotto, fine conoscitore
della Scrittura e parroco a Saluzzo, che ha presieduto la celebrazione:
"Isaia è un compagno di viaggio prezioso nel cammino verso
Gesù, ed è presente in mezzo a noi con la sua parola!".
Se Isaia esortava alla speranza il popolo di Israele al tempo delle
devastazioni assire portatrici di miseria e di profonda delusione, oggi
le sue parole hanno una sorprendente attualità per la nostra
storia: di fronte ai nuovi muri che sembrano far crollare i ponti di
pace, abbiamo anche noi la tentazione di cedere all'amarezza e alla
rassegnazione
Don Michelangelo ci ha invitati ad assaporare il
gusto intenso e buono della parola profetica e ci ha spiegato che Dio
tagliò l'albero davidico che cresceva desideroso di potere per
farvi invece nascere una linfa nuova, un germoglio piccolo e umile,
investito di Spirito Santo, per sempre!
Una svolta nella storia della Salvezza che allora capovolse le attese
troppo umane del Messia e oggi ci chiama ad assecondare l'azione dello
Spirito di Dio. La tentazione di costruire un regno di pace con modelli
umani era forte allora come lo è oggi
ma il Regno di pace
è opera di Dio! Una tentazione che non riguarda solo le leadership
politiche, ma anche noi cristiani che vorremmo risolvere i problemi
con le nostre idee e i nostri progetti, spesso dimenticando l'opera
incessante dello Spirito del Signore a favore dell'uomo e della sua
pace.
Abbiamo meditato su quelli che suonano quasi come paradossi, ma che
dicono la verità sul sogno di Dio per l'umanità: "Il
lupo dimorerà insieme con l'agnello, la pantera si sdraierà
accanto al capretto; il vitello e il leoncello pascoleranno insieme
e un fanciullo li guiderà". Sì, un lattante vincerà
con la sua delicatezza la prepotenza e l'odio! Il sogno di Dio si è
realizzato proprio in Gesù, nella grotta di Betlemme, in Gesù
che ha ricevuto la pienezza dello Spirito nelle acque del Giordano e
che dalla croce ha consegnato lo stesso Spirito alla sua Chiesa, a noi.
Ma perché oggi non si realizza la profezia di Isaia? Perché
il lupo e l'agnello sono ancora così lontani?
Don Michelangelo ci ricorda che la costruzione del regno di pace iniziata
da Gesù è affidata ora a noi: cosa possiamo fare? L'intercessione
della preghiera è strumento gradito a Dio e trovarsi a pregare
insieme è iniziativa benedetta agli occhi del Padre.
Ciascuno può e deve fare la sua parte a servizio della pace,
affinché Gerusalemme possa essere davvero ciò che dice
l'etimologia del suo nome "città della pace"
Le parole a commento del brano di Isaia ci hanno suggerito profonde
riflessioni e le abbiamo meditate sulle note di Haendel, nel tempo di
silenzio e di raccoglimento in cui ciascuno di noi ha potuto intrattenersi
con il Signore della pace.
Ne è sbocciata la preghiera comune: per la Chiesa tutta, per
la Terra Santa affinché "ritorni ad essere il giardino di
Dio in cui gli uomini vivono da fratelli", per la pace tra i popoli
e all'interno delle comunità e delle famiglie, per le vittime
dell'ingiustizia, della guerra e della violenza, per coloro che vivono
la povertà della malattia e della solitudine
affinché
su tutti scenda la pace dono di Dio!
Abbiamo concluso riconoscendoci figli dello stesso Padre e a lui abbiamo
affidato il nostro fermo desiderio che davvero "venga il suo regno
e sia fatta la sua volontà come in cielo così in terra."
E dopo la benedizione solenne, abbiamo fatto ritorno alle nostre case
nella gioia di chi attende Gesù che viene: le note festose di
"Joy for the World" di Haendel aiutano a sentire la Speranza
che si fa strada, germoglia e chiede di essere creduta, sostenuta, raccontata
anche in questo nostro tempo.
La pace spunta all'orizzonte per chi ha occhi attenti e aperti al Mistero
di Dio.
Chiara
Tamagno
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