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...Le nostre proposte 10.08.05 - A Gerusalemme tra storia e fede, passata e presente
presso
il Santo Sepolcro e al Cenacolo, secondo giorno dedicato alla storia
e all'archeologia presso il Museo di Gerusalemme, il Monte Sion e la
città erodiana, terzo giorno per approfondire la tradizione ebraica
al Museo di Israele, quarto giorno dedicato all'attualità, visitando
il Museo dell'Olocausto e incontrando i volontari dell'Operazione Colomba,
quinto giorno a lezione sui Giudaismi al tempo di Gesù e sugli
apporti della letteratura giudaica per la comprensione del Nuovo Testamento,
sesto giorno trascorso al romitaggio del Getsemani. Inoltre, abbiamo
avuto modo di intrufolarci per le viuzze dei quartieri della Città
vecchia, di incontrare i cristiani della comunità locale e di
partecipare alla Messa dei cristiani di lingua ebraica (una minoranza
in crescita).
Non ci siamo mossi dalla Città Santa, ne abbiamo ascoltato il messaggio, ne abbiamo contemplato i tesori che altre volte avevamo ammirato con l'occhio del turista pellegrino: è stato bello fermarci e godere tanta ricchezza. E ancora più bello è stato condividere questa esperienza con il gruppetto che ha camminato e respirato insieme: eravamo in 15, ciascuno con le proprie domande, le proprie curiosità, il proprio desiderio di attingere alimento per la vita e per la fede. Ringraziamo il Signore per questo dono e per quanti ci hanno accompagnato in questa esperienza. Ci auguriamo questa settimana possa diventare un appuntamento annuale che raccomandiamo di cuore a quanti hanno amano cercare i tesori della Parola di Dio nascosti lungo i sentieri della storia. Riportiamo ora i commenti di alcuni partecipanti, ringraziandoli per questa condivisione. "Il
viaggio a Gerusalemme appena concluso è stato per me un'esperienza
decisamente soddisfacente e inquietante. "Immagino
di essere ancora al Getzemani, Gerusalemme di fronte, il profumo della
terra arsa del giardino mi avvolge
i racconti letti tante volte
qui hanno un altro sapore: tocco, vedo, respiro, sento ciò che
è accaduto ed è vivo "ogni volta che fate questo
in memoria di me". "Essere
ebrei non significa soltanto appartenere a un popolo determinato, a
una data nazione; significa appartenere attraverso il sangue a un popolo
sul quale la mano di Dio si è posata per sempre, un popolo che
il Dio Vivente ha fatto suo e che ha segnato con il suo sigillo".
Così scriveva, nel 1936, Edith Stein, filosofa ebrea convertita
al cristianesimo e morta in campo di concentramento, ad Auschwitz, il
9 agosto del 1942. Mi sono sembrate le parole più giuste e più
vere per sintetizzare il percorso che abbiamo compiuto insieme a Gerusalemme,
alla riscoperta delle radici della nostra fede cristiana, sulle strade
di una terra santa e misteriosa, una terra ricca di fascino, di storia
e di contraddizioni. "Gesù
che recupera i detti dei Padri del giudaismo ci suggerisce di andare
a ristudiare l'Antico Testamento e non solo. La curiosità è
che dove ci sono tre rabbini ci sono tre opinioni e forse questo riassume
il viaggio che abbiamo percorso: poliedricità ebrea che può
trasformarsi in ricchezza o in povertà. "Vivere a Gerusalemme, anche se per otto giorni, non è mai un'esperienza di passaggio ma lascia comunque qualche segno. C'è il tempo di respirare questa città, di gustare secondo i propri tempi la ricchezza dei luoghi santi e della preghiera che da secoli vi si svolge; c'è anche il tempo di incontrare e conoscere chi vive qui, chi vi opera secondo la propria vocazione di religioso, studioso, operatore volontario. A suggello di tutto, ci è stata offerta la bellezza di inoltrarci per una più vicina conoscenza dell'ebreo Gesù, uomo nel suo tempo e pienamente Dio, capace di vivere con profondità e libertà la storia in cui Dio ha voluto incontrare il suo popolo. Cosa porto a casa? La constatazione rivelatrice che la tomba di Gesù è vuota. Ad essa siamo venuti come alla ricerca di un centro della nostra vita: ma Gesù è vivo e si fa anche "nostra storia" nelle pieghe della nostra vita! E una gratitudine profonda per un Dio che mi incontra dove sono, nella gratuità del suo dono e delle persone che mi hanno guidato, oggi e ieri, verso di Lui" (Chiara P.). Chiara
Tamagno
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