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...Le nostre proposte 03.01.06 Parrocchiani della Natività di Maria in Terra Santa, nello stile di Nazareth
meditazione
profonda e silenziosa della Parola nei Luoghi dove essa è nata.
Nel gruppo cè Teresa, quasi del tutto non vedente, accompagnata
dal marito che la guida nel cammino e le descrive ogni particolare per
illuminare quanto già lei assapora nel cuore. Unoccasione
per essere solidali e
fare famiglia. Grazie Signore per questo
esempio di vita piena e nascosta, che germoglia e cresce dove i nostri
occhi non riescono a vedere!
Ci si incammina, ciascuno col suo passo, tutti aperti ai doni che la Terra Santa sa distribuire a suo tempo e in abbondanza. Litinerario prevede i Luoghi evangelici della Galilea, quindi unintera giornata a Gerico per festeggiare il gemellaggio della parrocchia torinese con quella palestinese: padre Feras ha organizzato una festa grandiosa, con la partecipazione di piccoli e grandi suoi parrocchiani! Durante la messa celebrata in due lingue (momento culminante di fraternità e unità nella fede), alloffertorio la parrocchia della Natività ha portato il dono più significativo: una riproduzione su lino della Santa Sindone conservata a Torino. Tutta la giornata del 30 dicembre è stata occasione di conoscenza e condivisione con i cristiani di Gerico, che hanno preparato un ricco banchetto e gli spettacoli del pomeriggio. Una vera festa di famiglia! Il viaggio è proseguito poi verso Gerusalemme e Betlemme, alla scoperta sempre sorprendente dei Luoghi della fede e della comunità cristiana che li tiene vivi. Cè stato anche il tempo per ricordare le sofferenze dei fratelli ebrei visitando Yad Vashem, il museo dellOlocausto, collina di memoria che interroga la coscienza di tutti. Con semplicità si saluta il nuovo anno durante una cena festosa in un ristorante tipico, cantando canzoni piemontesi! Ad Emmaus si conclude il pellegrinaggio: ciascuno si sente nei panni dei discepoli che hanno fatto la strada con Gesù e lo hanno riconosciuto nella Parola e nellEucaristia. Un invito a proseguire nel cammino che porta a casa, rinnovati dallesperienza vissuta in Terra Santa. * * * Ed ora diamo spazio alla voce di alcuni protagonisti del pellegrinaggio. Ero
un po scettico a fare questo pellegrinaggio, perché da
quanto avevo sentito da altri temevo di rimanere deluso. Non ho mai
sopportato che i luoghi importanti dove si svolse la vita di Gesù
fossero ingabbiati dentro le mura delle chiese. Per me il Golgota
doveva trovarsi in una collina allaperto, il Santo Sepolcro
doveva essere una tomba, la mangiatoia della nascita di Gesù
doveva essere in una grotta alla periferia della città di Betlemme. Giorgio F. Cosa
ci va a fare una persona quasi totalmente non vedente in Terra Santa?
E la mia condizione e ci sono voluta andare. Accompagnata da
mio marito, ho intrapreso questo viaggio, nonostante la gran paura
dellaereo. Pensavo solamente a quanto sarebbe stato bello camminare
sulle stesse strade percorse da Gesù! Teresa A. Cafarnao
luogo privilegiato della fede, luogo dove ci si immerge nel pensiero
della presenza di Cristo. Lo seguiamo nei suoi passi dalla Sinagoga
alla casa di Pietro, ci meravigliamo e ci commuoviamo perché
il Figlio di Dio scelse come sua dimora, durante la sua predicazione,
una casa e una famiglia qualsiasi. Bianca P. La
lettura attenta e meditata della Parola mi ha aiutata a rimuovere
tante sovrastrutture che purtroppo hanno coperto il volto autentico
dei Luoghi Santi, soprattutto a Gerusalemme. Laura C. Lemozione
che mi porto dentro alla fine del pellegrinaggio è immensa
e provo la gioia di essere cristiano! Come pellegrino ho potuto dare
consistenza, forma concreta, alla Parola di Dio. Penso ad esempio
a Nazareth, dove ho potuto sperimentare la povertà di chi non
vanta meriti intellettuali ma è capace di sorprendersi davanti
allopera nascosta di Dio. Luigi S.
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