...Le nostre proposte

18.01.06 - La Chiesa e le chiese

Sabato 14 gennaio si è svolto nel convento di S. Francesco a Bardonecchia un incontro sul tema "La Chiesa e le chiese" fra un gruppo di persone che, dopo aver iniziato a conoscersi camminando insieme in Terra Santa, continuano a seguire percorsi spirituali comuni sotto la guida di fra Giorgio. Può essere definito una sorta di concilio che parte dal 'basso', da un gruppo di laici, piuttosto che da gerarchie ecclesiastiche, per riflettere su quali principi si fonda l'unità delle chiese e su quali l'unicità.
Il modello di Chiesa e di chiese proposto dal movimento ecumenico in questi ultimi decenni è molto innovativo e si riassume nella definizione "diversità riconciliata": il patrimonio di tradizioni che contraddistingue ciascuna chiesa costituisce una ricchezza condivisibile, non un ostacolo; una molteplicità culturale che deve confluire nella Chiesa "una e santa". Il fine ultimo a cui tendere è la ricerca di essere Chiesa nella diversità, sulla base di una fede comune in Cristo Signore e Salvatore e di un riconoscimento delle scritture e dei dogmi antichi. Le espressioni diverse della fede in Cristo riflettono in fondo le sensibilità differenti e i doni differenti degli uomini così come la diversità era un elemento costitutivo delle prime comunità cristiane: riconoscerlo è importante per una cultura del dialogo e della collaborazione.
Questa vagheggiata unità cristiana rischia, infatti, di rimanere un'utopia proclamata nell'udienza dei concili ecumenici ufficiali, e di non venire percepita dai vari strati delle chiese e soprattutto dalla gente comune. La difficoltà è imparare a vivere un ecumenismo nella vita quotidiana, superando riserve e pregiudizi, pregando e lavorando insieme con una testimonianza e una missione comune.
La nostra sfida in questo incontro è acquisire una piena consapevolezza dell'importante processo che le chiese dovrebbero compiere, ripercorrendo i fondamenti del movimento ecumenico a partire dalle fonti bibliche.
In principio e alla base di tutto c'è la Parola: " Non prego solo per questi, ma anche per quelli che per la loro parola crederanno in me; perché tutti siano una sola cosa. Come tu, Padre, sei in me e io in te, siano anch'essi in noi una cosa sola, perché il mondo creda che tu mi hai mandato" (Gv 17, 20).
Tradizionalmente chiamato la preghiera sacerdotale, questo capitolo si rivolge ai credenti di ogni generazione, tempo e luogo "perché tutti siano una sola cosa", invocando, quindi, un'unità fra i cristiani che ha come sommo modello l'unità del Padre con il Figlio. Potrebbe anche essere denominato la "profezia dell'insufficienza": l'unità è una condizione così difficile da raggiungere da essere oggetto di preghiera e, di conseguenza, da costituire un dono divino.
In un altro passo biblico l'unità della comunità cristiana, fondata sulla comunione di ogni fedele con il Padre e con il Figlio, è al centro dell'annuncio, della testimonianza di coloro che hanno avuto esperienza diretta del "verbo della vita": "Ciò che era fin dal principio, ciò che noi abbiamo udito, ciò che noi abbiamo veduto con i nostri occhi…ossia il verbo della vita…noi l'annunziamo anche a voi, perché anche voi siate in comunione con noi. La nostra comunione è col Padre e col Figlio suo Gesù Cristo. Queste cose vi scriviamo, perché la nostra gioia sia perfetta" (1Gv 1,1-4).
Una caratteristica, dunque, dell'essere Chiesa è la tradizione: ciò che è stato visto e veduto, diventa il racconto, la testimonianza che si fa da tramite fra Dio e gli uomini e ne rende possibile la comunione. Una simile missione non può che regalare gioia perfetta a chi la compie.
Questo annuncio, come si legge in 1Cor 1, 26-2,9, non si deve, però, presentare "con sublimità di parola o di sapienza", ma piuttosto basarsi "sulla manifestazione dello Spirito Santo e della sua potenza".
Un ulteriore punto a favore per l'ecumenismo viene aggiunto dalla lettera agli Efesini 4,1-16, la divisione fra i ministeri, di ogni tempo, ordine e grado, viene superata in nome di "un solo Signore, una sola fede, un solo battesimo. Un solo Dio Padre di tutti". Ognuno ha il suo carisma ricevuto da Dio in funzione dell'edificazione della Chiesa, della crescita della comunità nella conoscenza divina. L'unità si realizza in Cristo andando al di là di ogni "vento di dottrina" e al contrario "vivendo secondo la verità nell'amore".
Per finire rimanga come monito per tutti i cristiani, le parole iniziali di questo passo: "Vi esorto… a comportarvi in maniera degna della vocazione che avete ricevuto, con ogni umiltà, mansuetudine e pazienza, sopportandovi a vicenda con amore, cercando di conservare l'unità dello spirito per mezzo del vincolo della pace".
Al cuore dell'unità cristiana sta l'amore, sta l'incontro con Dio e l'impegno ad amare il prossimo come se stessi.

Laura Torta

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