...Le nostre proposte

26.04.07 - Frati pellegrini in Terra Santa: nei Suoi passi, i nostri passi

Nei Luoghi Santi Gesù attende di essere riscoperto oggi da noi come il Vivente, come Colui che è presente: con questa forte attesa nel cuore noi frati minori della Provincia piemontese di san Bonaventura abbiamo vissuto il nostro pellegrinaggio dal 16 al 26 aprile.
Fraternamente guidati da p. Giorgio Vigna, Commissario di Terra Santa, siamo entrati a poco a poco in quella "geografia della salvezza" che ci ha fatto individuare nel nostro cammino i segni e i luoghi della incarnazione di Dio e della sua azione in mezzo a noi. Così anche noi, con san Giovanni possiamo dire "noi vedemmo la sua gloria" (Gv 1,14) attraverso ciò che egli ha lasciato; la gloria delle sua incarnazione a Nazareth e a Betlemme, dove Dio si fa storia e si offre a noi come presenza vicina e soccorritrice; la gloria della sua missione nei segni del Messia al Monte Tabor e a Cana di Galilea dove Gesù ci anticipa la manifestazione della sua figliolanza divina; la gloria della Chiesa nascente nella forza dello Spirito a Cafarnao e a Cesarea Marittima dove gli apostoli accolgono e testimoniano la salvezza di Dio. In ciascuno di questi luoghi abbiamo riletto molti passi del Nuovo Testamento e vi abbiamo scoperto una luce nascosta; la nostra fede può essere così più incarnata, per accogliere in modo reale e quotidiano Gesù come Salvatore della nostra vita.


Il pellegrinaggio è anche servito per rivivere la grazia della nostra chiamata alla vita consacrata: navigando sulle acque del lago di Galilea e passeggiando sulle sue sponde ci siamo imbattuti nella nostra incapacità di cogliere pienamente chi è il Signore e di donarci a lui in modo totale, come fu per Pietro a Tabga. Acri, la "porta" della Terra Santa ci ha aiutati a mettere in luce la generosità di slancio e dedizione della nostra fede, come lo fu quella dei primi frati e come è oggi quella dei frati della Custodia che gettano semi di speranza, di dialogo e di pace.
Nel trascorrere dei giorni cresceva in noi la consapevolezza di essere inseriti in una storia che ci supera e ci avvolge, chiedendoci di aprire la nostra mente e il nostro cuore alla diversità; con questa consapevolezza saliamo a Gerusalemme e scopriamo che veramente "tutti là sono nati" (Sal 86,4). Nella visita dei diversi luoghi sperimentiamo la difficoltà di convivere con chi è diverso, ma anche la ricchezza che può scaturirne, insieme a nuove prospettive con cui guardare la realtà. Ciò che ci stupisce maggiormente è che, con il variare del paesaggio, da nord a sud, cambia anche in modo rilevante lo stile di convivenza delle diverse espressioni culturali e religiose; al nord si percepisce un clima più sereno e disteso, mentre al sud si vedono segni di maggiore conflittualità e intolleranza.
Accanto ai siti archeologici e alle varie costruzioni che testimoniano una storia gloriosa, abbiamo potuto incontrare le pietre vive che oggi costruiscono la Chiesa della Terra Santa, realtà di minoranza, ma capace di vivere con forte convinzione la sua appartenenza al Signore; significative sono state le testimonianze di p. Feras, parroco di Gerico e di alcuni cristiani della sua comunità; di p. Quirico del Terra Santa College di Acri che, attraverso l'educazione dei bambini e dei giovani, dà al futuro speranze di condivisione, dialogo e confronto tra le culture; di don Raed, parroco di Taybeh che guida i cristiani a lui affidati a realizzare iniziative concrete per invocare la pace; di p. Ibrahim, parroco di san Salvatore in Gerusalemme; di p. David, parroco della comunità cattolica di espressione ebraica che fa da ponte tra la Chiesa universale e le sue irrinunciabili radici giudaiche; delle suore francescane del C.I.M. nel quartiere di Aida di Betlemme, presenza discreta e profetica tra due popolazioni spesso in conflitto; delle suore francescane elisabettine del Caritas Baby Hospital di Betlemme e di tanti frati che con la loro accoglienza fraterna ci hanno fatto sperimentare l'amore operante del Cristo.
Eleviamo al Signore il nostro ringraziamento per quanto ci ha dato di vivere in questi giorni, per le domande e le provocazioni che ci portiamo a casa e che danno vita e freschezza alla nostra fede; chiediamo al Signore la grazia che "ciò che noi abbiamo udito, ciò che noi abbiamo veduto con i nostri occhi, ciò che noi abbiamo contemplato e ciò che le nostre mani hanno toccato" (1 Gv 1,1) possiamo ogni giorno testimoniarlo per far crescere in ogni uomo la gioiosa certezza che il Signore cammina accanto a noi e, come ai discepoli di Emmaus, ci schiude il mistero della vita divina.

fra Francesco Pasero

 

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