|
...Le
nostre proposte
23.07.07
- Inesauribile Terra Santa
|
|
Davvero
una Terra che non finisce di sorprendere per la ricchezza dei suoi
tesori, a chi vi ritorna regala ogni volta scoperte nuove e la si
lascia con la sensazione forte di avere ancora tanto altro da vedere,
toccare, ascoltare
L'avevo sentito dire dalle guide più anziane e dai Commissari
che più viaggiano in Terra Santa, l'avevo letto nei diari
dei pellegrini che in passato hanno scandagliato quasi ogni pietra
di questa Terra
e ne sono sempre più convinta: la Terra
Santa è un libro che non si finisce mai di leggere, ricco
di aspetti unici al mondo che spaziano dall'archeologia alla religione,
dalle tradizioni più antiche e minoritarie alla pluralità
di espressioni moderne, dalla geologia alla scienza agraria all'ecologia
Credo di aver fatto il mio quattordicesimo viaggio, dedicato esclusivamente
alla Galilea, in cerca di notizie e approfondimenti utili per le
riviste delle Edizioni Terra Santa. |
Dieci
giorni mi sembravano tanti per fermarmi "soltanto" in un'area
poco più estesa della Val d'Aosta e senza più visitare
i Luoghi Santi "classici"
Che ci sarà d'altro
in Galilea su cui soffermarci? Mi si è aperto un mondo variegato
e sorprendente cui accennerò soltanto in queste righe, sperando
di suscitare in chi è già stato pellegrino in Terra Santa
il desiderio di tornarci per non fermarsi alle "prime pietre".
|
|
Tanti
sono i siti antichi che pullulano nella regione e che spesso sono
trascurati dai programmi dei pellegrinaggi dedicati a chi visita
la Galilea per la prima volta: oltre a Nazareth, al Tabor, a Cana,
al Lago di Tiberiade
ci sono numerosi villaggi o aree spettacolari
dal punto di vista naturalistico. Quante volte mi è capitato
di percorrere le sponde del Lago di Tiberiade e non sono mai entrata
ad esempio nelle casette in basalto di Korazin, villaggio del primo
secolo citato nel Vangelo per l'incredulità dei suoi abitanti
e ancora oggi ben conservato
o sull'altra sponda non sono
mai passata a Kursi, dove restano tracce di un'antico monastero
a ricordo dell'episodio dei demoni maledetti che si rifugiarono
nei maiali e capitombolarono in acqua
Tanti i ricordi biblici ma anche storici di un'epoca di grande fioritura
artistica: merita fare un viaggio solo per contemplare i mosaici
di Bet Alfa, di Sefforis, dove la cosiddetta "Monnalisa dell'Oriente"
colpisce col suo |
sguardo
enigmatico il visitatore, mentre a Beit Shean si può spendere
un'intera giornata tra i viali e gli edifici ancora ben conservati dell'antica
città ellenistica. Tante e spettacolari le roccaforti crociate,
come a Belvoir, Yehiam, Meylia, Monfort
Custoditi nella necropoli
di Bet Shearim i sarcofagi in pietra del II e III secolo dove vennero
deposte le spoglie dei rabbini che vollero essere sepolti vicino al
corpo del loro maestro Rabbi Yehuda HaNasi
|
|
E
che dire delle antichissime Megiddo e Hazor? Oltre alle note storico
bibliche, stupiscono per l'ingegnoso sistema idraulico scavato nella
roccia in modo da garantire l'acqua al villaggio anche in tempi
di assedio. Le soluzioni per l'approvvigionamento idrico e per l'irrigazione
sono ancora oggi particolarmente geniali: ogni fazzoletto di terra,
ogni pianticella ha una goccia che scende da un piccolo erogatore
collegato a un sistema computerizzato capace di distribuire acqua
e fertilizzante a seconda del tipo di pianta. Così l'uomo
continua a strappare terra al deserto che pur avanza
Storia, religione, ingegneria, botanica, ma non solo. Per gli amanti
della natura, in Galilea ci sono numerose aree protette, alle pendici
del Golan tra i torrenti impetuosi o poco più a sud nel Parco
di Hula dove si rifugiano gli stormi migratorie di cicogne, pellicani,
e altre specie in transito verso l'Africa o ancora a Gamla dove
tra le rocce nidificano le aquile che sorvolano la zona in cerca
di prede
|
Decisamente
sviluppata la sensibilità per la difesa dell'ambiente per cui
queste aree sono attrezzate nei minimi particolari per illustrare al
visitatore la fauna e la flora tipiche.
E poi la gente: i volti così diversi e così unici evocano
una storia, una tradizione che con una certa ritrosia viene raccontata
al pellegrino. Penso alla giovane donna drusa incontrata al confine
con la Siria, custode di una tradizione misteriosa e affascinante
all'etiope in divisa militare
al beduino che vive nella tenda
e lavora al computer
Sono le sorprese della Galilea, che fanno corona ai Luoghi ben più
noti e visitati della regione, perle nascoste che può cogliere
chi decide di tornare ancora a solcare le vie di Terra Santa.
Chiara
Tamagno
|