...Sotto
il fico
11.04.04
- "Discese agli inferi e il terzo giorno risuscitò da
morte
" (Pasqua '04)
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La
morte volontaria del Signore è l'ultimo accordo, e quanto
mai tragicamente clamoroso, della sua unità coniugale con
l'umanità e del suo abbassamento solidale
Accettando la morte liberamente, il Cristo assume la mortalità
stessa
e compie questo atto "a vantaggio di tutti"
(Eb 2,9). Egli muore con tutti gli uomini, ma l'umanità
intera si ritrova così nella morte di Cristo, che soffre
nella sua Passione la sofferenza di ogni uomo
Il peccato
è inchiodato alla croce e il muro si separazione, da esso
creato tra Dio e l'umanità, viene abbattuto
Il velo
del Tempio si lacera
Cala il silenzio sul sonno del Figlio
il Re dorme: "O
Cristo, tu sei nel sepolcro con la carne, agli inferi con l'anima,
in Paradiso con il ladrone, sul trono col Padre e con lo Spirito"
(Antifona di Pasqua).
Il Figlio dell'Uomo continua ad essere il Figlio di Dio: la morte
non separa le due nature, divina e umana, e perciò la carne
non è toccata dalla corruzione
Tuttavia, il Cristo
prova la morte vera, violenta e contro natura
e la sua anima
discende agli inferi
La morte di ogni uomo, il suo ritorno alla terra sono l'espressione
tangibile del principio stesso della mortalità, conseguenza
diretta ed inevitabile del peccato. Ma poiché Cristo si
sottomette liberamente alla morte, obbedendo all'Amore, nell'atto
della Resurrezione Dio dà alla sua anima il potere di |
destare
il corpo dal sonno e di riunirsi insieme, "sciogliendolo",
come dice Pietro,"dalla angosce della morte, poiché non
era possibile che questa lo tenesse in suo potere" (At 2,24).
Per la sua totale obbedienza al Padre, Gesù acquista la deificazione
perfetta della sua umanità, posta ormai in un'immortalità
attuale.
E poiché la Resurrezione del Figlio è la vittoria che
sopprime la morte, essa comporta anche un cambiamento ontologico:
ormai il corpo spirituale di gloria, come attestano i Vangeli, può
apparire in questo mondo senza essere legato alle sue leggi; può
passare attraverso le porte chiuse e scomparire davanti agli occhi
dei discepoli
Queste proprietà archetipiche del corpo risorto del Signore
possono suggerire l'idea che ogni corpo, con la resurrezione, perderà
la sua forza negativa di repulsione (che si esprime nell'ostilità
e nell'egoismo e che costituisce la materia opaca), e conserverà
solo la forza positiva di attrazione (la carità) che sopprime
la resistenza, l'impenetrabilità, e permette di passare attraverso,
di essere trasparente, aperto a tutti e totalmente comunicante
Recita l'Ufficio del Mattutino del Grande Sabato: "Tu sei disceso
sulla terra per salvare Adamo e, non trovandolo, o Signore, sei andato
a cercarlo fin nell'inferno": infinita estensione della spogliazione
del Figlio di Dio!
Il Cristo rinasce misticamente agli inferi, là dove il male
ristagna nella sua ultima disperazione
Ciò che la Natività
profetizza, il Battesimo, la Croce e la Discesa agli inferi lo realizzano,
e da allora davvero "la Luce risplende nelle tenebre", come
dice l'evangelista Giovanni.
L'icona, che nella liturgia orientale celebra la festa del Battesimo
di Gesù, mostra Cristo che entra nel Giordano come in una tomba
liquida, abisso della materia acquatica che nasconde le potenze del
male
Esso è rappresentato come una cavità scura,
simile a quella che si apre alle spalle del Bambino di Betlehem, simile
alla vacuità da cui riemerge il Gesù trionfante sulla
morte
Cristo si immerge nella morte e, soprattutto, si abbassa fino all'apice
negativo del male: perché l'inferno è più terribile
della morte
Vi scende carico del peccato e portando le stimmate
della Croce, dell'Amore crocifisso
Egli va a cercare Adamo,
la pecora perduta: "Colui che ha detto ad Adamo - "dove
sei?"- è salito sulla croce per cercare colui che era
perduto. Egli è disceso agli inferi, dicendo: "Vieni dunque,
mia immagine e mia somiglianza" (Inno di S. Efrem).
Nel silenzio del Venerdì Santo, l'eucaristia non si celebra
perché Cristo è agli inferi. Per la terra è il
giorno del dolore e delle lacrime della Theotokos; ma, all'inferno,
il Venerdì è già Pasqua, la sua potenza dissipa
le tenebre nel cuore del Regno della morte
L'inferno esclama
gemendo: "Il mio potere è finito; ho ricevuto un mortale
simile a tutti i morti, ma non ho potuto trattenerlo: Egli mi spoglia
dei miei sudditi
" (Vespro del Sabato Santo, Lucernario).
Secondo S. Pietro, il Cristo liberatore annuncia il Vangelo ai prigionieri
(1Pt 4,6): al centro dell'icona che stiamo contemplando, il Risorto
calpesta le porte infrante dell'inferno, le sprofonda sotto di sé.
In un abisso nero Satana è incatenato, e le forze del male,
ormai sconfitte, i "rottami" della potenza infernale sono
rappresentati simbolicamente da un mucchio di catene spezzate, di
chiavi e di chiodi
La luce sfolgorante del Risorto, Signore della Vita irradia energie
divine e comunica il dinamismo dello Spirito che si trasforma in movimento,
in vortice liberatore
Il vestito di luce è attributo del
corpo glorificato e simbolo della Gloria divina: le vesti del Cristo
sono di un soprannaturale candore e richiamano i colori del Tabor,
percorse dai bagliori sottili dell'oro
Con un potente movimento delle mani, Egli strappa agli inferi Adamo
ed Eva smarriti. E' l'incontro sconvolgente dei due Adami, non più
nell'abbassamento del Nuovo Adamo, ma nella glorificazione dell'antico,
a profezia del compimento definitivo del Regno
Adamo ed Eva
sono seguiti da tutte le generazioni dei giusti, i re e i profeti,
a rappresentare l'intero arco della salvezza che il Signore percorre:
Davide e Salomone, Giovanni il Battista e Mosè contemplano
Colui che ha realizzato le promesse
Dio si è addormentato nella carne e ha svegliato quelli che
dormono dalle origini: " Svegliati, tu che dormi! Infatti non
ti ho creato perché rimanessi prigioniero nell'inferno. Risorgi
dai morti... Risorgi, opera delle mie mani! Risorgi mia effige, fatta
a mia immagine! Risorgi, usciamo di qui! Tu in me e io in te
"
(Epifanio di Salamina, Omelia per il sabato santo).
E' la festa della Vita, il ritorno nell'abbraccio del Padre: i progenitori
sono restituiti alla dignità di figli e, in loro, tutta l'umanità,
redenta con Cristo, apprende che il suo destino è tornare nel
cuore della Trinità
. Là dove è preparata
la vera dimora dell'uomo
Buona Pasqua!
Resurrexit Dominus vere!
Mariangela
Antifora
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