...Sotto
il fico
23.05.04
- Nella lode di Dio (Ascensione '04)
La
meditazione della nostra vita presente deve svolgersi nella lode del
Signore, perché l'eterna felicità della nostra vita
futura consiste nella lode di Dio; e nessuno sarà atto alla
vita futura, se ora non si sarà preparato. Perciò lodiamo
Dio adesso, ma anche innalziamo a lui la nostra supplica. La nostra
lode racchiude gioia, la nostra supplica racchiude gemito. Infatti
ci è stato promesso ciò che attualmente non possediamo;
e poiché è verace colui che ha promesso, noi ci rallegriamo
nella speranza, anche se, non possedendo ancora quello che desideriamo,
il nostro desiderio appare come un gemito. E' fruttuoso per noi perseverare
nel desiderio fino a quando ci giunga ciò che è stato
promesso e così passi il gemito e gli subentri solo la lode.
La storia del nostro destino ha due fasi: una che trascorre ora in
mezzo alle tentazioni e tribolazioni di questa vita, l'altra che sarà
nella sicurezza e nella gioia eterna. Per questo motivo è stata
istituita per noi anche al celebrazione dei due tempi, cioè
quello prima di Pasqua e quello dopo Pasqua.
Il tempo che precede la Pasqua raffigura la tribolazione nella quale
ci troviamo; invece quello che segue la Pasqua, rappresenta la beatitudine
che godremo. Ciò che celebriamo prima di Pasqua, è anche
quello che operiamo.
Ciò che celebriamo dopo Pasqua, indica quello che ancora non
possediamo. Per questo trascorriamo il primo tempo in digiuni e preghiere.
L'altro invece, dopo la fine dei digiuni, lo celebriamo nella lode.
Ecco perché cantiamo: alleluia. Infatti in Cristo, nostro capo,
è raffigurato e manifestato l'uno e l'altro tempo. La passione
del Signore ci presenta la vita attuale con il suo aspetto di fatica,
di tribolazione e con la prospettiva certa della morte. Invece la
risurrezione e la glorificazione del Signore sono annunzio della vita
che ci verrà donata.
Per questo, fratelli, vi esortiamo a lodare Dio; ed è questo
che noi tutti diciamo a noi stessi quando proclamiamo: alleluia. Lodate
il Signore, tu dici a un altro. E l'altro replica a te la stessa cosa.
Impegnatevi a lodare con tutto il vostro essere: cioè non solo
la vostra lingua e la vostra voce lodino Dio, ma anche la vostra coscienza,
la vostra vita, le vostre azioni.
Noi lodiamo il Signore in chiesa quando ci raduniamo. Al momento in
cui ognuno torna alle proprie occupazioni, quasi cessa di lodare Dio.
Non bisogna invece smettere di vivere bene e di lodare sempre Dio.
Bada che tralasci di lodare Dio quando ti allontani dalla giustizia
e da ciò che a lui piace. Intatti se non ti allontani mai dalla
vita onesta, la tua lingua tace, ma la tua vita grida e l'orecchio
di Dio è vicino al tuo cuore. Le nostre orecchie sentono le
nostre voci, le orecchie di Dio si aprono ai nostri pensieri.
Agostino
di Ippona