...Sotto
il fico
10.07.04
- La grazia a caro prezzo
La
grazia a buon prezzo è il nemico mortale della nostra Chiesa.
Noi oggi lottiamo per la grazia a caro prezzo.
Grazia a buon prezzo è grazia considerata materiale da scarto,
perdono sprecato, consolazione sprecata, sacramento sprecato; grazia
considerata magazzino inesauribile della Chiesa, da cui si dispensano
i beni a piene mani, a cuor leggero, senza limiti; grazia senza prezzo,
senza spese. L'essenza della grazia, così si dice, è
appunto questo, che il conto è stato pagato in anticipo, per
tutti i tempi. E così, se il conto è stato saldato,
si può avere tutto gratis. Le spese sostenute sono infinitamente
grandi, immensa è quindi anche la possibilità di uso
e di spreco. Che senso avrebbe una grazia che non fosse grazia a buon
prezzo?
Grazia a buon prezzo è grazia intesa come dottrina, come principio,
come sistema; è perdono dei peccati inteso come verità-
generale, come concetto cristiano di Dio. Chi la accetta, ha già
ottenuto il perdono dei peccati. La Chiesa che annunzia questa grazia,
in base a questo suo insegnamento è già partecipe della
grazia. In questa Chiesa il mondo vede cancellati, per poco prezzo,
i peccati di cui non si pente e dai quali tanto meno desidera essere
liberato. Grazia a buon prezzo, perciò, è rinnegamento
della Parola vivente di Dio, rinnegamento dell'incarnazione della
Parola di Dio.
Grazia a buon prezzo è giustificazione non del peccatore, ma
del peccato. Visto che la grazia fa tutto da sé, tutto può
andare avanti come prima. "E' inutile che ci diamo da fare".
Il mondo resta mondo e noi restiamo peccatori "anche nella migliore
delle vite". Perciò anche il cristiano viva come vive
il mondo, si adegui in ogni cosa al mondo e non si periti in nessun
modo - a scanso di essere accusato dell'eresia di fanatismo - di condurre,
sotto la grazia, una vita diversa da quella che conduceva sotto il
peccato. Si guardi bene dall'infierire contro la grazia, dall'offendere
la grande grazia data a buon prezzo, dall'erigere una nuova schiavitù
dell'interpretazione letterale, tentando di condurre una vita in obbedienza
ai comandamenti di Gesù Cristo! Il mondo è giustificato
per grazia, e perciò - in nome della serietà di questa
grazia! per non opporsi a questa insostituibile grazia! - il cristiano
viva come vive il resto del mondo! Certo, il cristiano desidererebbe
fare qualcosa di straordinario; è senza dubbio la rinuncia
più difficile quella di non farlo, ma di dover vivere come
il mondo! Ma il cristiano deve accettare questo sacrificio, essere
pronto a rinunciare a se stesso e a non distinguersi, nel suo modo
di vivere, dal mondo. Deve lasciare che la grazia sia veramente grazia,
in modo da non distruggere la fede del mondo in questa grazia a buon
prezzo. Il cristiano sia, nella sua vita secolare, in questo sacrificio
inevitabile che deve compiere per il mondo - anzi, per la grazia!
- tranquillo e sicuro nel possesso di questa grazia che fa tutto da
sé. Il cristiano, dunque, non segua Cristo, ma si consoli della
grazia! Questa grazia a buon prezzo, che è giustificazione
del peccato, e non giustificazione del peccatore penitente che si
libera dal suo peccato e torna indietro; non perdono del peccato che
separa dal peccato. Grazia a buon prezzo è quella grazia che
noi concediamo a noi stessi.
Grazia a buon prezzo è annunzio del perdono senza pentimento,
è battesimo senza disciplina di comunità, è Santa
Cena senza confessione dei peccati, è assoluzione senza confessione
personale. Grazia a buon prezzo è grazia senza che si segua
Cristo, grazia senza croce, grazia senza il Cristo vivente, incarnato.
Grazia
a caro prezzo è il tesoro nascosto nel campo, per amore del
quale l'uomo va e vende tutto ciò che ha, con gioia; la perla
preziosa, per il cui acquisto il commerciante dà tutti i suoi
beni; la Signoria di Cristo, per la quale l'uomo si cava l'occhio
che lo scandalizza, la chiamata di Gesù Cristo che spinge il
discepolo a lasciare le sue reti e a seguirlo.
Grazia a caro prezzo è l'Evangelo che si deve sempre di nuovo
cercare, il dono che si deve sempre di nuovo chiedere, la porta alla
quale si deve sempre di nuovo picchiare.
È a caro prezzo perché ci chiama a seguire, è
grazia, perché chiama a seguire Gesù Cristo; è
a caro prezzo, perché l'uomo l'acquista al prezzo della propria
vita, è grazia, perché proprio in questo modo gli dona
la vita; è cara, perché condanna il peccato, è
grazia, perché giustifica il peccatore. La grazia è
a caro prezzo soprattutto perché è costata molto a Dio;
a Dio è costata la vita del suo Figliolo - "siete stati
comperati a caro prezzo" - e perché per noi non può
valere poco ciò che a Dio è costato caro. È soprattutto
grazia, perché Dio non ha ritenuto troppo caro il suo Figlio
per riscattare la nostra vita, ma lo ha dato per noi. Grazia cara
è l'incarnazione di Dio.
Grazia a caro prezzo è la grazia ritenuta cosa sacra a Dio,
che deve essere protetta di fronte al mondo, che non deve essere gettata
ai cani; è grazia perché Parola vivente, Parola di Dio,
che lui stesso pronuncia come gli piace. Essa ci viene incontro come
misericordioso invito a seguire Gesù, raggiunge lo spirito
umiliato ed il cuore contrito come parola di perdono. La grazia è
a caro prezzo perché aggioga l'uomo costringendolo a seguire
Gesù Cristo, ma è grazia il fatto che Gesù ci
dice: "Il mio giogo è soave e il mio peso leggero".
D.
Bonhoeffer, pastore luterano (1906-0145)