...Sotto il fico

25.10.04 - Sono un ospite sulla terra

Sono un ospite sulla terra. Con questa affermazione riconosco di non potervi rimanere, riconosco che il mio tempo ha una durata breve. Inoltre che non ho alcun diritto ad un possesso o ad una casa. Ogni bene che mi capita devo riceverlo con gratitudine, e per l'ingiustizia e la violenza devo soffrire senza che alcuno si muova in mia difesa. Non ho un solido appoggio né negli uomini né nelle cose. Come ospite sono sottoposto alle leggi del luogo che mi dà alloggio. La terra che mi nutre avanza un diritto sul mio lavoro e sulle mie energie. Non spetta a me disprezzare la terra sulla quale ho la possibilità di vivere. Le devo fedeltà e gratitudine. Non posso sottrarmi alla mia sorte, per cui sono necessariamente ospite e straniero, né all'appello di Dio che mi raggiunge in questa posizione di straniero, con i vivere trasognato in questa vita, pensando al cielo. C'è un tipo di nostalgia dell'altro mondo che è molto empio: ad esso certamente non è concesso alcun ritorno alla patria. Devo essere ospite con tutto ciò che questo implica. Non devo chiudere il mio cuore alla partecipazione ai compiti, ai dolori e alle gioie della terra, e devo aspettare pazientemente l'adempiersi della promessa di Dio, ma aspettare effettivamente e non appropriarmene in anticipo nel desiderio e nel sogno. Nella promessa non si dice neppure una parola sulla patria stessa. So che non può essere questa terra, ma so anche che la terra è di Dio, e che già su questa terra io non sono soltanto un ospite della terra, ma un pellegrino e ospite di Dio (Sal 39,13). Ma poiché sulla terra non sono che un ospite, senza diritto, senza appoggio, senza sicurezza, poiché Dio stesso mi ha fatto così debole e limitato, per questo stesso motivo egli mi ha dato un unico, solido pegno per il mio scopo: la sua parola. Egli non mi sottrarrà quest'unica certezza, manterrà per me questa parola e in essa mi farà intravedere la sua forza. Se la parola mi è intimamente vicina, allora anche nel paese straniero posso trovare la mia strada, nell'ingiustizia del mio diritto, nell'incertezza il mio appoggio, nel lavoro la mia forza, nel dolore la pazienza.

(Dietrich Bonhoeffer)


  Invia questa pagina ad un amico

 

Vai all'Archivio
Torna alla pagina Sotto il Fico