...Sotto
il fico
05.12.04
- Un richiamo alla libertà e alla responsabilità (II
Dom. di Avvento '04)
Le
strade della nostra città splendono di luci e di suoni per
attirarci a vivere "una festa" , una vacanza, un tempo da
dedicare agli acquisti, ai regali al divertimento
In
questo tempo di attesa del Natale di Gesù, la liturgia cristiana
ci annuncia che Giovanni Battista compare e predica nel deserto: dove
brillano le stelle e il silenzio è interrotto dal fruscio del
vento che sposta la sabbia tra i sassi, dove non ci sono distrazioni,
dove forse c'è anche paura ad avventurarsi. Eppure dalle città
vicine molti accorrono là per ascoltare l'annuncio e per farsi
battezzare.
Coloro che scendono al Giordano per incontrare questo profeta si allontanano
da casa, compiono un cammino lontano dalle comodità e dalle
abitudini, ascoltano un messaggio che è reso ancor più
credibile perché testimoniato dall'essenzialità della
persona che veste e si ciba da ciò che la natura offre, non
riceve nulla dagli uomini che in gran numero vanno da lui.
Le
sue parole sono taglienti e dure ma dalle regioni vicine accorrono,
ascoltano e si lasciano interpellare nel deserto del loro cuore, accettano
di raddrizzare le loro strade, preparano il cammino "della Parola
di Dio che è viva penetra fino al punto di divisione dell'anima
e dello spirito, delle giunture e delle midolla e scruta i sentimenti
e i pensieri del cuore" (Eb14,12).
Giovanni annuncia in modo diretto, non fa sconti a nessuno, da Gerusalemme
e dalla Giudea vanno da lui perché cercano, perché sono
in attesa e riconoscono in lui il profeta annunziato, accettano un
battesimo segno del cambiamento, del volgersi di nuovo al loro creatore.
Giovanni grida di raddrizzare le strade del cuore, di fare spazio
a Dio, di prendere sul serio l'invito a compiere un cambiamento radicale.
Tutto questo è un richiamo alla libertà e alla responsabilità
individuale. "Non crediate di poter dire fra voi: Abbiamo Abramo
per padre"; siamo stati battezzati, abbiamo ricevuto lo spirito
di Cristo, siamo figli di Dio! Solo "quelli che sono guidati
dallo Spirito di Dio, costoro sono figli di Dio" (Rm 8,14). E
lo Spirito di Dio si è mostrato in Cristo che "si è
fatto servitore". "Fate dunque frutti degni di conversione";
"accoglietevi gli uni gli altri come Cristo accolse voi, per
la gloria di Dio". E ogni cosa che voi fate, fatela per il Signore.
Non vi importi il giudizio degli uomini, la loro stima, il loro plauso,
ma, sapendo che il Signore "brucerà la pula con un fuoco
inestinguibile". Fate ogni cosa per piacere a Dio perché
"il Padre giudicherà ciascuno secondo le sue opere"
(1Pt 1,17).
La promessa messianica di gioia e di pace sta per compiersi come "germoglio",
come vita nuova, come pienezza che fiorisce e come novità portata
da un antica radice. Il "regno è vicino", anzi è
già qui, ma occorre accoglierlo disponendo nel deserto una
via al Signore, tornando a Lui.
Nel Regno messianico atteso si realizzerà la giustizia non
per sentito dire né in apparenza ma in verità; la pace
sarà salute, prosperità e benessere globale: trasformerà
la natura e il cuore dell'uomo rendendo tutti fratelli nella lode
a Dio capaci di accoglienza gli uni verso gli altri.
La liturgia ci richiama all'urgenza e alla verità del riconoscerci
peccatori. Giovanni, nella "fotografia" dell'evangelista
Matteo, nella presentazione così stravagante ed eccentrica,
ci richiama all'essenzialità del nostro essere cristiani oggi,
bisognosi di Dio e della sua parola.
Nel Natale l'impegno è di volgerci a Gesù Cristo, che
ci viene incontro nella volontà di cambiamento e ci offre misericordia
e grazia da parte di Dio.
Anna
Maria Bellet