...Sotto il fico

19.12.04 - Coinvolti come Giuseppe (IV Dom. di Avvento '04)

Natale è ormai alle porte e quasi al termine del cammino dell'Avvento viene proposta ancora una volta la figura di Giuseppe. Un grande santo, esempio così profondo di umiltà e obbedienza che non può lasciare indifferenti.
Ma c'è un particolare, a una manciata di giorni dalla nascita di Gesù, che non può passare inosservato e che ci fa sentire toccati nel vivo: Giuseppe viene coinvolto nella storia della salvezza inconsapevolmente, quasi suo malgrado. Il Natale, infatti, è un dono così grande da coinvolgere e travolgere chiunque, proprio a partire da chi meno se l'aspetta.

E' qui l'esempio di Giuseppe: il Signore sembra aver scelto lui per mostrare a tutti noi la sua capacità di entrare come prepotentemente nella nostra vita, con un regalo così grande che neanche riusciamo a comprendere.
Come nel caso di Giuseppe, la nostra vita probabilmente scorre normale, più o meno bella, più o meno difficile, ma comunque ordinaria, su quei binari che noi stessi abbiamo stabilito. E proprio in questa regolarità, che a volte rischia di farci chiudere su noi stessi e renderci impermeabili allo stupore, prorompe la gioia del Natale. E' una notte come tante altre quella in cui Giuseppe riceve il sogno che gli cambia la vita, ed è una vita come tante altre la nostra: eppure, a noi così come a Giuseppe, viene fatto il dono immenso di Gesù. Probabilmente siamo ingenui, inadatti e inconsapevoli come Giuseppe, e proprio nella nostra debolezza, nella evidente disparità tra chi fa e chi riceve il dono, riposa la grandezza di questa festa: Natale è un dono per tutti, mica solo per chi si è preparato al meglio; nella sua misericordia, Dio Padre "regala" il suo figlio a tutti, non solo a chi lo invoca, a chi lo attende, a chi percepisce le dimensioni del dono che si prepara a ricevere.

Val dunque la pena di lasciarsi travolgere da questa prova immensa di bontà, così grande da rinnovare - ogni anno - la grandezza e il significato stesso del Natale. Vale la pena di ammettere che il dono di Dio va al di là di quanto noi stessi possiamo chiedere o comprendere, perché è il dono più grande che sia mai esistito. Non ci resta che reagire come Giuseppe: svegliarci, alzarci e metterci in cammino nel disegno che Dio ha preparato per noi, senza dire una parola.

Marco Ferrando


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