|
...Sotto il fico 01.01.05 - Con la Madre di Dio (Capodanno '05) Dopo il momento straordinario del Natale, la festa di Maria Madre di Dio sembra presentarsi come la prima tappa di un percorso di graduale ritorno all'ordinario. D'altronde è la stessa scena descritta dal vangelo di oggi, quell'Andarono ( ) e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino che giaceva nella mangiatoia (Lc 2,16) attribuito ai pastori che riporta in un clima famigliare, dopo l'euforia e la straordinarietà della nascita del Figlio. Che dire? I pochi versetti dell'evangelista Luca sono essenziali, lasciano ben poco spazio di manovra. C'erano Gesù, Giuseppe e Maria in una grotta insieme a qualche bestia e a qualche pastore richiamato lì da un'insolita confusione. È curioso che Maria venga festeggiata con una fotografia che la vede semplice comparsa. Curioso, ma non casuale. Forse sta proprio qui la grandezza della Madonna, capace - pochi istanti dopo la nascita del Figlio di Dio - a farsi subito da parte, a non chiedere nulla per sé. Proprio lei, passaggio fondamentale per il compiersi della salvezza. Timida e umile? Forse. Incosapevole o remissiva? Assolutamente no, visto che l'evangelista Luca le regala una sola azione: Maria serbava tutte queste cose meditandole nel suo cuore (Lc 2,19). L'atteggiamento di Maria, quella capacità di cogliere la portata dell'evento che sta accadendo e al tempo stesso la necessità di non dire o fare niente ma semplicemente di serbare nel cuore è un esempio impareggiabile. Un modello scomodo ma assolutamente irripetibile per tutte le occasioni - belle o brutte - in cui prevale in noi la voglia di strillare, far valere le nostre ragioni a tutti i costi, dire l'ultima parola, esserci e ridondare. Maria non cede all'orgoglio, non si monta la testa, non esce dalle righe, non disegna per sé una strada unica e santa. Sa, contronatura, che questo non è il suo momento ma sa anche che questo momento non si ripeterà mai più. Appunto, un momento da vivere serbandolo e meditandolo nel suo cuore. Marco
Ferrando
|