...Sotto
il fico
25.01.05
- L'unità va costruita sul fondamento comune, che è
Gesù Cristo
La
lettura della Bibbia, la coscienza del battesimo e delle conseguenze
che esso comporta, l'amore per la Chiesa. Sono i tre elementi sui
quali va costruito il cammino dell'unità dei cristiani, sempre
nella consapevolezza che suo fondamento è la comune fede in
Gesù.
Uno sguardo sul futuro, non facile, ma necessario, dell'ecumenismo
nelle parole che il cardinale Walter Kasper, presidente del Pontificio
Consiglio per l'Unità dei Cristiani ha pronunciato questa sera
nella basilica di San Paolo dove nel giorno della festa della conversione
dell'Apostolo delle genti ha presieduto, a nome del Papa, la celebrazione
dei Vespri a conclusione della "Settimana di preghiera per l'unità
dei cristiani 2005" nella diocesi di Roma. Luogo e data solenni,
legati per sempre all'annuncio del Vaticano II che vi fece Giovanni
XXIII.
"In primo luogo - ha osservato il cardinale - è a proposito
della Bibbia che ci siamo divisi ed è solo attraverso la lettura,
lo studio e la meditazione della Bibbia che possiamo ritrovare l'unità.
L'ignoranza delle Scritture è ignoranza di Cristo", dice
il Concilio (Dei Verbum 25), esortandoci a rinnovare la lunga tradizione
della Lectio divina (ibid), cioè la lettura orante della Sacra
Scrittura". "Il migliore ecumenismo consiste nel leggere
e vivere il Vangelo".
In secondo luogo, "attraverso il battesimo siamo incorporati
a Gesù Cristo. Nel nostro impegno ecumenico non iniziamo da
zero. Attraverso il battesimo siamo già in una comunione fondamentale
che ci unisce a Gesù Cristo, e che ci unisce gli uni agli altri".
Bisogna allora riflettere insieme su cosa significa essere battezzati
dal punto di vista della fede, ma anche da quello della vita. "Cosa
significa per la nostra vita di tutti i giorni e per le risposte che
diamo alle urgenti questioni etiche? San Paolo ci esorta a non conformarci
alla mentalità del mondo (cfr. Rom 12,2), a non lasciarci sballottare
dalle onde, a non essere trascinati qua e là da qualsiasi vento
di dottrina (cfr. Ef 4,14). Corriamo il rischio - e a volte questo
rischio è già una triste realtà - di dividerci
su nuove questioni etiche e di scavare dei fossati là dove
per secoli eravamo uniti. Di conseguenza, non siamo più in
grado di dare una testimonianza comune della nuova creazione ad un
mondo che oggi avrebbe urgente bisogno proprio di questa testimonianza
profetica".
In terzo luogo, "Gesù Cristo è presente nella Chiesa
per mezzo della sua parola e dei suoi Sacramenti". "La Chiesa
pellegrinante non è ancora senza macchia o ruga, ma è
tuttora in cammino lungo la via della purificazione, della penitenza
e del rinnovamento. Eppure Cristo la ama ugualmente e dà se
stesso per lei. Non dovremmo allora, anche noi, crescere nell'amore
per la Chiesa, maturare nel "Sentire ecclesiam", ovvero
'sentirci Chiesa, sentirci parte integrante della Chiesa'?".
"La nostra costruzione ecumenica della piena unità di
tutti i discepoli di Cristo - ha concluso il cardinale - resisterà
soltanto se costruiamo sull'unico fondamento, che è il Signore,
se costruiamo sulla la sua Parola e il suo Sacramento, se costruiamo
non sulla sapienza del mondo (cfr. 1 Cor 3,19) ma nell'unico Spirito
di Gesù Cristo, che questo mondo più considerare stoltezza,
ma che è potenza e sapienza di Dio (cfr. 1 Cor 1,24). Preghiamo
dunque il Signore che faccia di noi dei buoni architetti e ci conceda
forza e sapienza spirituale, coraggio, pazienza e speranza".
(AsiaNews)