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il fico
13.02.05
- La preghiera, dialogo con Dio (I Dom. di Quaresima '05)
La
preghiera, o dialogo con Dio, è un bene sommo. E' infatti,
una comunione intima con Dio. Come gli occhi del corpo vedendo la
luce ne sono rischiarati, così l'anima che è tesa verso
Dio viene illuminata dalla luce ineffabile delle preghiera.
Deve essere, però, una preghiera non fatta per abitudine, ma
che proceda dal cuore. Non deve essere circoscritta a determinati
tempi od ore, ma fiorire continuamente, notte e giorno.
Non bisogna infatti innalzare il nostro animo a Dio solamente quando
attendiamo con tutto lo spirito alla preghiera.
Occorre che, anche quando siamo occupati in altre faccende, sia nella
cura verso i poveri, sia nelle altre attività, impreziosite
magari dalla generosi verso il prossimo, abbiamo il desiderio e il
ricordo di Dio, perché, insaporito dall'amore divino come da
sale, tutto diventi cibo gustosissimo al Signore dell'universo. Possiamo
godere continuamente di questo vantaggio, anzi tutta la vita, se a
questo tipo di preghiera dedichiamo il più possibile del nostro
tempo.
La preghiera è luce dell'anima, vera conoscenza di Dio, mediatrice
tra Dio e l'uomo. L'anima, elevata per suo mezzo in alto fino al cielo,
abbraccia il Signore con amplessi ineffabili. Come il bambino che
piangendo grida alla madre, l'anima cerca ardentemente il latte divino,
brama che i propri desideri vengano esauditi e riceve doni superiori
a ogni essere visibile.
La preghiera funge da augusta messaggera dinanzi a Dio, e nel medesimo
tempo rende felice l'anima perché appaga le sue aspirazioni.
Parlo, però, della preghiera autentica e non delle sole parole.
Essa è un desiderare Dio, un amore ineffabile che non proviene
dagli uomini, ma è prodotto dalla grazia divina. Di essa l'Apostolo
dice che non sappiamo pregare come si conviene, "ma lo Spirito
stesso intercede per noi con gemiti inesprimibili" (Rm 8, 26).
Se il Signore dà a qualcuno tale modo di pregare, è
una ricchezza da valorizzare, è un cibo celeste che sazia l'anima;
chi l'ha gustato si accende di desiderio celeste per il Signore, come
di un fuoco ardentissimo che infiamma la sua anima.
Abbellisci la tua casa di modestia e umiltà con la pratica
della preghiera. Rendi splendida la tua abitazione con la luce della
giustizia; orna le sue pareti con le opere buone come di una patina
di oro puro e al posto dei muri e delle pietre preziose colloca la
fede e la soprannaturale magnanimità, ponendo sopra ogni cosa,
in alto sul fastigio, la preghiera a decoro di tutto il complesso.
Così prepari per il Signore una degna dimora, così lo
accogli in splendida reggia. Egli ti concederà di trasformare
la tua anima in tempio della sua presenza.
(S. Giovanni
Crisostomo, Om. VI)