...Sotto
il fico
27.02.05
- Arrivò una donna di Samaria ad attingere acqua (III Dom.
di Quaresima '05)
"E
arrivò una donna" (Gv 4,7): figura della Chiesa, non già
giustificata, ma ormai sul punto di esserlo. È questo il tema
della conversazione.
Viene senza sapere trova Gesù che inizia il discorso con lei.
Vediamo su che cosa, vediamo perché "Venne una donna di
Samaria ad attingere acqua". I samaritani non appartenevano al
popolo giudeo: tingere acqua". fatti degli stranieri. E' significativo
il fatto che questa donna, la quale era figura della Chiesa, provenisse
da un popolo straniero. La Chiesa infatti sarebbe venuta dai pagani,
che, per i giudei, erano stranieri.
Riconosciamoci in lei e in lei ringraziamo Dio per noi. Ella era una
figura, non la verità, perché anch'essa prima rappresentò
la figura per diventare in seguito verità. Infatti credette
in lui, che voleva fare di lei la nostra immagine. "Venne, dunque,
ad attingere acqua". Era semplicemente venuta ad attingere, come
sogliono fare uomini e donne.
"Gesù le disse: Dammi da bere. I suoi discepoli infatti
erano andati in città a far provvista di cibi. Ma la samaritana
gli disse: Come mai tu, che sei giudeo, chiedi da bere a me che sono
una donna samaritana? I samaritani infatti non mantengono buone relazioni
con i samaritani" (Gv 7,7-9).
Vedete come erano stranieri tra di loro: i giudei non usavano neppure
i recipienti dei samaritani. E siccome la donna con sé la brocca
con cui attingere l'acqua, si meravigliò che un giudeo le domandasse
da bere, cosa che i giudei non solevano mai fare.
Colui però che domandava da bere, aveva sete della fede della
samaritana.
Ascolta ora appunto chi è colui che domanda da bere, "Gesù
le rispose: Se tu conoscessi il dono di Dio e chi è colui che
ti dice: Dammi da bere, forse tu stessa gliene avresti chiesto, ed
egli ti avrebbe dato acqua viva" (Gv 4,1).
Domanda da bere e promette di dissetare. E' bisognoso come uno che
aspetta di ricevere, e abbonda come chi è in grado di saziare.
"Se conoscessi, dice, il dono di Dio". Il dono di Dio è
lo Spirito Santo. Ma Gesù parla alla donna in maniera ancora
velata, e a poco a poco si aprì una via al cuore di lei. Forse
già la istruisce. Che c'è infatti di più dolce
e di più affettuoso di questa esortazione: "Se tu conoscessi
il dono di Dio, e chi è colui che ti dice: Dammi da bere, forse
tu stessa gliene avresti chiesto, ed egli ti avrebbe dato acqua viva?"
Quale acqua, dunque, sta per darle, se non quella di cui è
scritto: "E' in te la sorgente della vita"? (Sal 35,10).
Infatti come potranno aver sete coloro che "si saziano dell'abbondanza
della tua casa "? (Sal35, 9).
Prometteva una certa abbondanza e sazietà di Spirito Santo,
ma quella non comprendeva ancora e, non comprendendo, che cosa rispondeva?
La donna gli dice: "Signore, dammi di quest'acqua, perché
non abbia più sete e non continui a venire qui ad attingere
acqua" (Gv 4,15). Il bisogno la costringeva alla fatica, ma la
sua debolezza non vi si adattava volentieri.
Oh! se avesse sentito: "Venite a me, voi tutti, che siete affaticati
e oppressi, e io vi ristorerò! " (Mt 11,28). Infatti Gesù
le diceva questo, perché non dovesse più faticare, ma
la donna non capiva ancora.
(S. Agostino,
Trattati su Giovanni)