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...Sotto il fico 06.03.05 - La luce della vita eterna mediante il battesimo (IV Dom. di Quaresima '05) Hai
ascoltato, fratello, la lettura del vangelo in cui si narra che il
Signore Gesù passando vide un cieco nato. Se il Signore vedendolo
non passò oltre, pure noi dobbiamo sfuggire uno che il Signore
non volle evitare, soprattutto trattandosi di un cieco nato, particolare
che non fu sottolineato a caso. A che cosa mira col miracolo del cieco nato colui che con un comando infondeva la vita, con un ordine ridava la salute, dicendo a un morto "Vieni fuori!" (Gv 11, 43) Lazzaro usci dal sepolcro; al paralitico: "Alzati, prendi il tuo tettuccio" (Gv 5, 8) e il paralitico si alzò e cominciò a portare da sé il letto ove di solito veniva trasportato con le membra irrigidite? Che cosa vuol significare ripeto, quando sputa e fa del fango con cui unge gli occhi del cieco e gli dice: "Va' a lavarti nella piscina di Siloe (che significa: Inviato); quegli andò, si lavò e tornò che ci vedeva" (Gv 9,7)? Qual è il motivo di tutto ciò? Grande, se non erro, perché chi è toccato da Gesù, vede di più. Riconosci la sua divinità e la sua santità. Come luce egli toccò, e la infuse; come sacerdote, prefigurando il battesimo, realizzò il mistero della grazia spirituale. Sputò perché ti accorgessi che tutto nel Cristo è luce, e che vede realmente chi è purificato da quanto proviene da Cristo; la sua parola ci monda, come egli disse: "Voi siete già mondi per la parola che vi ho annunziato" (Gv 15, 3). Il fatto poi che egli fece del fango e lo spalmò sugli occhi del cieco significa che colui che aveva plasmato l'uomo col fango gli rese la salute con lo stesso fango. E cioè che il fango della nostra carne riceve la luce della vita eterna mediante il sacramento del battesimo. Avvicinati anche tu a Siloe, cioè a colui che è stato mandato dal Padre, come disse: "La mia dottrina non è mia, ma di colui che mi ha mandato" (Gv 7,16). Ti lavi Cristo, perché tu possa vedere. È giunto il tempo: vieni al battesimo; vieni in fretta, per poter dire come quel cieco, dopo aver riacquistata la vista: Prima ero cieco e ora ho incominciato a vedere (cfr. Gv 9,25); "La notte e avanzata, è vicino il giorno" (Rm 13,12). (S. Ambrogio, Lettere)
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