...Sotto il fico

10.04.05 – La risurrezione di Cristo secondo Luca (III Dom. di Pasqua ‘05)

In questi giorni si legge la risurrezione del Signore secondo tutti e quattro gli evangelisti. Perciò è necessario leggerli tutti, perché i singoli non dissero ogni cosa, ma ciò che uno ha omesso l'ha detto un altro; e in certo modo l'uno ha lasciato posto all'altro perché tutti fossero necessari.
Di quei due discepoli che non erano dei dodici, l'evangelista Marco scrisse in breve ciò che Luca trattò più ampiamente. Essi tuttavia erano i discepoli ai quali il Signore apparve mentre erano in viaggio e camminò con loro. Marco disse soltanto che apparve ai due che camminavano; l'evangelista Luca poi narrò anche ciò che aveva detto, quel che aveva risposto, fin dove aveva cam­minato con loro e come lo avevano riconosciuto allo spezzare del pane. Per­ché dunque, fratelli, lo esaminiamo? Per radicarci nella fede in Cristo Signo­re, risorto. Già credevamo quando abbiamo ascoltato il vangelo e oggi siamo entrati in questa chiesa già credenti; tuttavia non so perché si ascolta con gioia ciò di cui si rinnova la memoria. Come volete che non si rallegri il no­stro cuore, dal momento che ci sembra di essere migliori di questi che cammi­navano per via e ai quali apparve il Signore? Noi infatti crediamo ciò che es­si non credevano ancora. Avevano perso la speranza; ma noi non dubitiamo, e proprio di ciò che era causa del loro dubbio.

Avevano perso la speranza perché il Signore era stato crocifisso; era evidente nelle loro parole, quando egli aveva domandato: «Che sono questi discorsi che state facendo fra voi» e perché siete tristi? Ed essi: «Tu solo sei così fore­stiero in Gerusalemme da non sapere ciò che vi è accaduto?». Ma egli rispo­se: «Che cosa?». Chiedeva di se stesso pur sapendo tutto, perché desiderava comunicarsi loro. Ed essi: «Tutto ciò che riguarda Gesù Nazareno, che fu profeta potente in opere e in parole; come i sommi sacerdoti e i nostri capi lo hanno crocifisso. Con tutto ciò son passati tre giorni da quando queste cose Sono accadute. Noi speravamo... » (Lc 24,17.18-21).

Speravate: ora non sperate più? E’ tutta qui la vostra adesione di discepoli? Il ladrone in croce vi supera. Voi avete dimenticato colui che v'insegnava: quel­lo conobbe con Chi pendeva in croce. Noi speravamo. Che cosa speravate? “Che fosse lui a liberare Israele” (Lc 24,21). Ciò che speravate e avete perso quando lui fu crocifisso, quel ladrone crocifisso lo conobbe. Disse infatti al Signore: «Gesù, ricordati di me quando entrerai nel tuo regno» (Lc 23,42). Ecco perché era il Redentore di Israele. Quella croce era una scuola. Qui il Maestro insegnò al ladrone. Il legno dal quale pendeva divenne cattedra da cui insegnava. Ma egli che è tornato a voi, rievochi la vostra speranza. E così fu. Tuttavia ricordate, o carissimi, che il Signore Gesù volle essere riconosciuto allo spezzare del pane, da coloro che avevano gli occhi così ottenebrati da non riconoscerlo. I fedeli comprendono ciò che dico: essi riconoscono Cristo nella frazione del pane. Non infatti ogni pane, ma quello che riceve la benedizione di Cristo diventa corpo di Cristo.

(S. Agostino, Discorsi)

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