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...Sotto il fico 10.04.05 La risurrezione di Cristo secondo Luca (III Dom. di Pasqua 05) In
questi giorni si legge la risurrezione del Signore secondo tutti e
quattro gli evangelisti. Perciò è necessario leggerli
tutti, perché i singoli non dissero ogni cosa, ma ciò
che uno ha omesso l'ha detto un altro; e in certo modo l'uno ha lasciato
posto all'altro perché tutti fossero necessari. Avevano perso la speranza perché il Signore era stato crocifisso; era evidente nelle loro parole, quando egli aveva domandato: «Che sono questi discorsi che state facendo fra voi» e perché siete tristi? Ed essi: «Tu solo sei così forestiero in Gerusalemme da non sapere ciò che vi è accaduto?». Ma egli rispose: «Che cosa?». Chiedeva di se stesso pur sapendo tutto, perché desiderava comunicarsi loro. Ed essi: «Tutto ciò che riguarda Gesù Nazareno, che fu profeta potente in opere e in parole; come i sommi sacerdoti e i nostri capi lo hanno crocifisso. Con tutto ciò son passati tre giorni da quando queste cose Sono accadute. Noi speravamo... » (Lc 24,17.18-21). Speravate: ora non sperate più? E tutta qui la vostra adesione di discepoli? Il ladrone in croce vi supera. Voi avete dimenticato colui che v'insegnava: quello conobbe con Chi pendeva in croce. Noi speravamo. Che cosa speravate? Che fosse lui a liberare Israele (Lc 24,21). Ciò che speravate e avete perso quando lui fu crocifisso, quel ladrone crocifisso lo conobbe. Disse infatti al Signore: «Gesù, ricordati di me quando entrerai nel tuo regno» (Lc 23,42). Ecco perché era il Redentore di Israele. Quella croce era una scuola. Qui il Maestro insegnò al ladrone. Il legno dal quale pendeva divenne cattedra da cui insegnava. Ma egli che è tornato a voi, rievochi la vostra speranza. E così fu. Tuttavia ricordate, o carissimi, che il Signore Gesù volle essere riconosciuto allo spezzare del pane, da coloro che avevano gli occhi così ottenebrati da non riconoscerlo. I fedeli comprendono ciò che dico: essi riconoscono Cristo nella frazione del pane. Non infatti ogni pane, ma quello che riceve la benedizione di Cristo diventa corpo di Cristo. (S. Agostino, Discorsi)
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