...Sotto il fico

01.05.05 – “Non vi lascerò orfani” (VI Dom. di Pasqua ‘05)

«Se mi amate, osserverete i miei comandamenti» (Gv 14,15). Vi ho dato comandamento, che vi amiate scambievolmente e vi facciate l'un l'altro come io ho fatto a voi. Questo è l'amore: seguire i comandamenti e sottomettersi all'amato. «Io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Consolatore, (Gv 14,16). Sono parole di chi sta per allontanarsi. E poiché non lo conoscevano ancora bene, è verosimile che, mentre era assente, avrebbero cercato la sua compagnia, le sue parole, la sua presenza fisica e che niente avrebbe potuto consolarli della sua assenza. E che cosa dice? «Io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Consolatore»; cioè un Altro che sia come me.

Dopo che li ha purificati col suo sacrificio, allora sopraggiunge lo Spirito Santo. Perché non scese quando Gesù era in mezzo a loro? Perché non era stato ancora offerto il sacrificio. Quando poi il peccato era già stato distrutto ed essi, mandati tra i pericoli si disponevano alla lotta, era necessaria la venuta del Consolatore. Ma perché allora lo Spirito non era venuto subito dopo la risurrezione? Affinché lo ricevessero con maggior desiderio e con una grazia più grande.

Infatti finché Cristo era stato con loro, non si affliggevano; ma quando se ne fu andato, rimasti soli e molto impauriti, lo aspettavano con gran desiderio. «Perché rimanga con voi» (Gv 14,16), cioè non si ritirerà neanche dopo la vo­stra morte. Affinché, poi, sentendo parlare del Paraclito, non pensassero ad una nuova incarnazione nella speranza di poterlo vedere con gli occhi, per escludere questa idea Cristo aggiunge: «che il mondo non può ricevere, per­ché non lo vede» (Gv 14,17).

Non vivrà con voi come me, ma abiterà nelle vostre anime: questo significa quel «sarà in voi». Lo chiama poi Spirito di verità, designando così le figure dell'antica legge. «Perché rimanga con voi». Che significa? Ciò che aveva detto di se stesso: «Io sono con voi» (Mt 28,20). Ma oltre a questo, indica anche: non patirà quel che ho patito io, né si allontanerà.

«Che il mondo non può ricevere, perché non lo vede» (Gv 14, 17). Come? Era forse nel numero delle cose visibili? Niente affatto. Ma Cristo qui intende la conoscenza; aggiunge infatti: «e non lo conosce»; abitualmente si chiama visione l'accurata conoscenza, essendo la vista il più penetrante dei nostri sensi. Chiama mondo i cattivi e con ciò consola i discepoli, offrendo loro questo dono prezioso. Vedi quanto esalta la grandezza del dono: dice che è un altro, diverso da lui; aggiunge che non li lascerà; e poi che verrà solo da coloro dai quali è venuto lui. E ancora: «Rimarrà in voi».

Ma neanche così poté scacciare la tristezza dei discepoli. Continuavano a cercare lui e la sua compagnia. Per aiutarli dice: «Non vi lascerò orfani, ritorne­rò da voi» (Gv 14,18). Non temete; non ho detto che vi manderò che vi manderò un altro Paraclito perché io vi abbandonerò per sempre. Non ho detto che rimarrà in voi, quasi che io non debba più vedervi. In realtà, io stesso verrò da voi. «Non vi lascerò orfani» (Gv 14,18).

(S. Giovanni Crisostomo, Omelie su Giovanni)

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