...Sotto il fico

08.05.05 – Siamo assunti insieme con Cristo (Ascensione ‘05)

Di Dio e degli uomini si è fatta una sola stirpe. Per questa ragione Paolo dice: «Essendo noi dunque stirpe di Dio» (At 17,29). E in un altro passo ancora: «Voi siete corpo di Cristo e sue membra, ciascuno per la sua parte» (1 Cor 12,27); ossia per la natura umana da lui assunta e per lo Spirito Santo che è con noi sulla terra. Ti meravigli che lo Spirito sia contemporaneamente con noi e lassù, dal momento che anche il corpo di Cristo è in cielo ed è con noi? Il cielo ha avuto il suo santo corpo e la terra ha ricevuto il Santo Spirito; Cristo è venuto e ha portato lo Spirito Santo; Cristo è asceso e ha portato con sé il nostro corpo. O tremenda e stupenda economia! O gran Re, grande in tut­to, veramente grande e ammirabile! Come dice il Profeta: «O Signore, no­stro Dio, quanto è grande il tuo nome su tutta la terra! Sopra i cieli si innalza la tua magnificenza» (Sal 8,2). E elevata la divinità: «Fu elevato in alto sotto i loro occhi» (At 1, 9): lui, grande sotto ogni punto di vista, Dio grande e grande Signore. Ma è anche gran re: «Re grande su tutta la terra» (Sal 46,3). Grande profeta, gran sacerdote, grande luce, grande sotto ogni punto di vi­sta. E tuttavia, è grande non solo secondo la divinità, ma anche secondo l'u­manità; come è grande Dio, Signore e re per la sua divinità, è anche gran sa­cerdote e grande profeta. Come mai? L'afferma Paolo: «Poiché dunque ab­biamo un grande sommo sacerdote, che ha attraversato i cieli, Gesù, Figlio di Dio, manteniamo ferma la professione della nostra fede» (Eb 4,14). Ma allo­ra, se è sommo pontefice e grande profeta, Dio ha veramente visitato il suo popolo e ha suscitato un grande profeta in Israele. Perciò è anche la grande luce: «Il territorio dei Gentili, il popolo che camminava nelle tenebre vide una gran luce» (Is 9,1). Abbiamo dunque in cielo il pegno della nostra vita: siamo stati assunti insieme con Cristo. E’ certo che saremo anche rapiti sulle nubi, se saremo trovati degni di andare incontro a lui sulle nubi. Il reo non va incontro al giudice, ma è fatto comparire davanti a lui, e non gli si presenta mai, com'è naturale, in quanto non si sente tranquillo. Perciò, carissimi, preghiamo tutti per poter essere tra quelli che gli andranno incontro, sia pure tra gli ultimi.
Non tutti infatti conduciamo lo stesso genere di vita, però «ciascuno riceve la sua mercede secondo il proprio lavoro» (1Cor 3,8). Mai dunque sia ostacolata la parola di Cristo; ma con verità abbiamo tutti fiducia nell'amore di Cristo, pascendo il popolo, dissetando le anime. E poiché, o fratelli, noi persuadiamo gli uomini con le parole, ma Dio ci vede come siamo, egli che esamina i pensieri e che chiederà conto a tutti quelli che dicono il falso, ci è testimone che noi non siamo mai stati nemici della pace: né abbiamo voluto esserlo, né lo vogliamo ora. Se infatti avessimo perduto la pace, saremmo nemici di coloro che udirono da Cristo: «Pace a voi» (Lc 24,16; Gv 20,19). Che vogliamo vera­mente la pace, la custodiamo e la desideriamo ardentemente, ne è testimone Colui che sa. Chi attende Dio come rimuneratore, non porterà a quel supremo tribunale nulla di cui debba purificarsi. Dio può dare la pace e renderla stabi­le, può decretare la pace tra predicatori e ascoltatori, tra maestri e discepoli, di modo che facendo tutto provenire dalla pace, camminando nella pace e in essa perseverando, facciamo risalire la gloria al Dio della pace: al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo, ora e sempre, e nei secoli dei secoli. Amen.

S. Giovanni Crisostomo (?), Omelie

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