...Sotto il fico

27.11.05 – Quale profezia per questo tempo? (I Dom. di Avvento ‘05)

Benedetto il Signore Dio d'Israele, perché ha visitato e redento il suo popolo, e ha suscitato per noi una salvezza potente
nella casa di Davide, suo servo, come aveva promesso per bocca dei suoi santi profeti d'un tempo: salvezza dai nostri nemici, e dalle mani di quanti ci odiano.
Così egli ha concesso misericordia ai nostri padri e si è ricordato della sua santa alleanza, del giuramento fatto ad Abramo, nostro padre, di concederci, liberati dalle mani dei nemici, di servirlo senza timore, in santità e giustizia al suo cospetto, per tutti i nostri giorni.
E tu, bambino, sarai chiamato profeta dell'Altissimo perché andrai innanzi al Signore a preparargli le strade, per dare al suo popolo la conoscenza della salvezza nella remissione dei suoi peccati, grazie alla bontà misericordiosa del nostro Dio, per cui verrà a visitarci dall'alto un sole che sorge, per rischiarare quelli che stanno nelle tenebre e nell'ombra della morte e dirigere i nostri passi sulla via della pace. (Lc 1,68-79)

Fare memoria, credere, fare soprattutto esperienza che questo nostro mondo è meta costante della visita di Dio è la scommessa di questo tempo, così contraddittorio, così terribile, eppure attraversato da bagliori di bellezza.
Conoscere con il cuore che non c’è redenzione fuori dalla storia (non quella astratta, ma la nostra, che viviamo e combattiamo ogni giorno come singoli, comunità, nazioni), che non c’è luogo/evento che sia fuori dalla signoria di Dio (perché Dio è anche agli inferi); che non c’è più spazio “profano”…ma ci può essere profanazione volontaria nelle intenzioni dell’uomo…
E riscoprire la benedizione come atteggiamento naturale dei figli verso il Padre… Saper gioire di Dio, semplicemente perché c’è e fa strada con noi. Fare della lode e della benedizione, offerta, accolta, elevata insieme, il respiro della creazione… non una creazione ideale, ma quella che è affidata a noi, deturpata dall’azione umana, spesso irragionevole, di questi nostri giorni. Credo si tratti di quello che chiamiamo sguardo di contemplazione…
La visita di Dio contiene sempre una proposta di salvezza. Israele conosce YHWH come suo Signore nei momenti dell’”umanamente impossibile”, quando è ormai convinto che morirà di fame e di sete nel deserto, nella gravidanza di donne sterili o avanti negli anni…
Che salvezza stiamo aspettando? Quanto bisogno c’è di salvezza? Da che cosa dobbiamo essere salvati e da chi? In un mondo che genera fantasmi e moltiplica avversari chi sono i “nemici” da cui solo Dio può emanciparci, per restituirci dignità vera?
Lo spirito di menzogna, che aleggia anche sul nostro tempo, tende a confondere la carte, a inventare idoli a ripetizione e a convincere molti che il vero nemico è proprio Dio…è una storia antica, legata a un frutto e a un albero…un dio despota invidioso, che non rende partecipe del suo “potere” l’uomo, che lo costringe ad una esistenza deprivata, fatta di “non”… E allora scatta la ribellione, il pugno sollevato o forse solo il voltare le spalle… Se Dio è negativo (come suggerisce il serpente), la tentazione è di provvedere io stesso a salvarmi; come posso.
Mentre la salvezza che Dio vuole offrirmi è il suo “fare misericordia”, cioè rendere operante il suo amore viscerale per noi, comunicarci la sua stessa vita…meno mi difendo, più questa comunicazione sarà trasformante e diffusiva.
Questa salvezza ha sempre avuto bisogno di “comunicatori”, di profeti, di uomini cioè che sappiano leggere con lucidità e passione la realtà, per educare alla consapevolezza e sfidare la disperazione, gridando che il perdono è più forte…ed anche, in prospettiva, più utile a tutti i contendenti della terra. Profeti che insegnino che non ci può essere perdono, se non ci siamo riconciliati prima con noi stessi.
Ecco allora che il sapere di essere stati strappati in totale gratuità dalla mano nemica (che ci aggredisce e ci arma!) potrebbe aprire un orizzonte promettente: vivere per Lui, ormai liberati dal timore generato dall’idea di un Dio-padrone e di un altro-avversario, in santità e giustizia.
Quando l’uomo riconosce che Dio è Dio e che l’uomo è Sua immagine, l’ordine delle cose sulla terra è ripristinato e la vita lascia trasparire la gloria del Suo volto…Essere operatori di giustizia è un modo concreto ed evangelico di rendere culto a Dio; accanto ci potremmo opportunamente mettere, come ricorda S. Giovanni, l’esercizio della verità….Lascio alla riflessione individuale l’attualizzazione che se ne può ricavare per i giorni presenti (e futuri…).
I frutti che la Parola fa scaturire da un tale operare sono accattivanti e sommamente desiderabili: l’illuminazione della mente e del cuore e l’apertura di concrete vie di pace.
Buon avvento!

Mariangela Antifora

Appendice

Cari genitori,
anche s attualmente non si sa se e come le lettere vengono recapitate, ho desiderio di scrivervi questo pomeriggio del primo giorno di Avvento. Questa volta la Natività di Altdorfer, che raffigura la Sacra Famiglia con la greppia tra le rovine di una casa crollata – come si è arrivati solo 400 anni fa a questa rappresentazione, che va contro tutte le tradizioni? – è di una straordinaria attualità. Forse voleva dire: se può e si deve celebrare il Natale anche così; in ogni caso, è questo che dice a noi. Penso volentieri a voi che ora siete riuniti con i bambini e celebrate l’Avvento con loro come anni fa facevate con noi. Soltanto che ora facciamo tutto con più intensità, perché non sappiamo quanto tempo ci resti.
Sono ancora terrorizzato pensando che avete dovuto passare una notte e dei momenti così brutti senza che nessuno di noi vi fosse vicino Risulta davvero difficile da accettare che uno possa restare rinchiuso in momenti come questi e sia impossibilitato a dare qualsiasi aiuto. Spero molto che la faccenda si concluda presto, e che non debba subire altri rinvii. Comunque non datevi pena per me. Usciremo da tutta queta faccenda molto più forti.

(D. Bonhoeffer, Lettera ai genitori, dal carcere, 28 nov. 1943)

In comunione con tutti i fratelli e le sorelle del mondo che vivono in zone di guerra, in contesti di persecuzione, in paesi in cui non è rispettata la libertà di pensiero e di pratica religiosa…Venga il Signore a colmare le infinite attese del cuore e a fare nuove tutte le cose attraverso uomini di buona volontà…

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