...Sotto
il fico
04.12.05
Chi preparerà la strada? (II Dom. di Avvento 05)
Arriva
direttamente al cuore, come rugiada sulla terra riarsa, il grido liberante
del profeta Isaia: Consolate il mio popolo
gridate
che è finita la sua schiavitù
.
Quale generazione umana non ha profondo, a volte disperato, bisogno
di consolazione? Quale anima non attraversa stagioni di profonda prostrazione
in cui sperimenta la prigione della propria impotenza o fragilità?
Il profeta è colui che tiene desta la speranza, che custodisce
il sogno
perché sogna il sogno di Dio. E Dio ha viscere
misericordiose di madre. Custodisce anche contro levidenza.
Il profeta
luomo, fragile come gli altri ma attratto verso
la fornace dello Spirito, che accetta la scommessa di preparare
la via, o forse si accorge con un po di stupore, ad un certo
punto della sua esistenza, che sta aprendo una via che un Altro ha
tracciato
mentre tutto intorno è deserto, indifferenza,
condizioni avverse e poco promettenti
Terreno accidentato: chi
potrebbe mai pensare davvero di appianarlo, se non un folle o un innamorato?
Il profeta
una voce che grida, ma non il suo io (come
è di moda oggi), il diritto ad autodeterminarsi, a tutelare
i suoi interessi nellarena del mondo. Una voce è un mezzo,
un richiamo, è esile, meno di un nome: e il profeta non si
dà un nome, al massimo sono altri a darglielo quando lo riconoscono
come uno mandato.
E se a volte attira le folle, se è vero profeta, sa essere
superficie riflettente, che prolunga la traiettoria dello sguardo
oltre se stesso, verso un Altro; una specie di freccia indicatrice,
che non ha la sua ragione in sé, ma è fondamentale quando
si è persa la direzione
Il profeta
una voce e una testimonianza di sobrietà (ascesi
è forse oggi parola inconsueta e sospetta
) che interroga
e seduce
Mentre la Chiesa ci invita a vivere con intensità il tempo
liturgico dellAvvento, ci ricordiamo lun laltro
che lospirito dellAvvento è la condizione
spirituale in cui siamo chiamati a percorrere tutto il tempo della
storia, personale e comunitaria, nellattesa della Sua venuta.
Servirà allora sempre qualcuno, più di uno, che prepari
la strada
Chi avrà il coraggio di esporsi
per attirare lattenzione non su di sé, ma su Colui che
è atteso? Chi vorrà parlare in nome di un Altro? Chi
si sentirà interpellato dalla voce dello Spirito e, qualunque
sia il suo stato di vita, dirà dal profondo del cuore Manda
me?
Facciamo
nostra, come augurio fraterno reciproco, da sostenere in questo tempo,
lintenzione del salmo 84: Ascolterò che cosa
dice Dio, il Signore.
Mariangela
Antifora