...Sotto
il fico
25.12.05
Il popolo che camminava
(Natale 05)
Il
popolo che camminava nelle tenebre vide una grande luce (Is
9, 1-3.5-6)
Dalle pieghe riposte della Storia, fatta di molte storie, la visione
del profeta inquadra un popolo che cammina nelloscurità,
anzi, che abita in terra tenebrosa
parla di un giogo che lo ha
oppresso fino a poco fa
Il Signore è fedele, mantiene
sempre le sue promesse, soprattutto la promessa della salvezza per
chi si affida a Lui
Ma la sua luce rifulge proprio perché
contrasta con i chiaroscuri della realtà umana, perché
li illumina e li rende luogo di salvezza senza annientarli
Una contemplazione veramente cristiana del Natale ci impone nella
Notte Santa (notte, appunto) di sottrarci alla tentazione di un facile
oblio che cali su tutti gli aspetti contraddittori, e forse anche
dichiaratamente negativi, dellesistenza e del mondo, catturati
come siamo dalla Nascita gioiosa di Betlemme: e non certo perché
non dobbiamo gioire fino alle lacrime, come sapeva fare Francesco
dAssisi, per quel Figlio che ci è donato, ma proprio
perché lEterno ha assunto la nostra carne e non si è
sottratto alla diffidenza, alle accoglienze mancate, alla condizione
bisognosa (nelle sue infinite varianti) delluomo concreto e
storico.
Il nostro Dio è il Dio per cui le tenebre sono come luce. E
la sua luce vince il mondo, anche quando il mondo, confuso di tenebra,
non la sa accogliere.
Come ci ricorda il racconto dellEsodo, Dio cammina costantemente,
nube di fuoco, accanto a quellumanità che marcia nella
notte; per custodire il desiderio dellalba nuova
E la sua
presenza tra noi è annuncio di messi feconde, di abbondanza
e di gioia maturate nel sudore di molte semine e nel tepore di pause
invernali
Tutta lumanità raccoglie la sua primizia in quel Bimbo
che viene a spezzare il giogo e a donarci la libertà dei figli..
Questo fa lo zelo del Signore!
Quali pieghe della Storia accolgono questa notte Colui che è
vita e luce degli uomini? Quale presente e futuro possiamo offrire
nei nostri cuori allAtteso, quale Chiesa, quali comunità,
quali famiglie? Collocare la Salvezza che ci raggiunge nellorizzonte
delle nostre ombre, personali e collettive, può aiutarci a
comprenderne meglio la portata e il significato.
Nella Notte Santa portiamo con audacia e semplicità davanti
alla greppia tutto ciò che ci pesa. Dio si è fatto uomo
non perché il mondo è tanto accogliente o perché
ce lo siamo meritati! Viene perché ci ama e ci vuole salvi.
Entra nelle nostre tenebre e vi porta la luce. Chiediamogli con insistenza
la grazia di vederLo allopera nelle nostre vite
magari
ricominciando con questo Natale!!!
Auguri di cuore!
Mariangela
Antifora