...Sotto
il fico
25.02.04
- "Su, venite e discutiamo
" (Mercoledì delle
Ceneri '04)
All'inizio
del tempo quaresimale c'è posto un giorno, ogni anno, nel quale
riconoscere il nostro disordine davanti a Dio. Giorno importante il
mercoledì delle Ceneri, misterioso e trascendente nel quale
sperimentiamo, in modo forte, l'incontro con la Misericordia.
In questo giorno, ogni anno, la voce del Signore ci raggiunge con
il suo meraviglioso invito: "Su, venite e discutiamo, dice il
Signore. Anche se i vostri peccati fossero come scarlatto, diventeranno
bianchi come neve. Se fossero rossi come porpora, diventeranno come
lana" (Is 1,18).
Come rispondere a tutta l'intensità di questa proposta relazionale?
Come accostarci alla Misericordia?
Dal silenzio della nostra interiorità affiorano le parole di
Davide a Natan, quando fece esperienza dolorosa della propria colpa:
"Ho peccato contro il Signore" (2 Sam 12,13). E da questa
presa di coscienza, nasce il Miserere: una grande confessione di fede.
"Pietà di me, o Dio, secondo la tua misericordia; nella
tua grande bontà cancella il mio peccato" (Sal 50,3).
La straordinaria capacità del Salmo 50 di penetrare il cuore
umano è il prezioso dono che la liturgia di questo Santo Mercoledì
ci offre; un soccorso al bisogno di esprimere che urge in noi. Un
poco alla volta il nostro cuore si lascia prendere dalla complessità
di quest'invocazione, composta come una sinfonia del cuore.
Scopriamo in esso quattro movimenti: il passato, il presente, l'appello
e il futuro, e il nostro spirito si lascia coinvolgere dalla loro
penetrante analisi.
Affiora
dal passato la confessione: "Contro di te, contro te solo ho
peccato, quello che è male ai tuoi occhi, io l'ho fatto":
prendiamo coscienza di essere caduti nel disordine
Poi immediatamente, veniamo al presente: "Riconosco la mia colpa,
il mio peccato mi sta sempre dinanzi".
Ecco che si fa più precisa la definizione del nostro modo di
operare.
Come Davide, ci rendiamo conto che il nostro procedere non è
lineare; non riusciamo ad andare, come dovremmo, per il cammino diritto;
procediamo a zig-zag toccando continuamente gli estremi. E questo
tortuoso procedere ci fa fare esperienza di disarmonia: con Dio, con
gli uomini, con la natura.
Eppure in questa preghiera, c'è un movimento continuamente
ripreso, che dilata la nostra confessione: l'appello. "Pietà
di me, o Dio, secondo la tua misericordia; nella tua grande bontà
cancella il mio peccato.
Lavami da tutte le mie colpe, mondami dal mio peccato. Purificami
con issopo. Lavami
Rendimi la gioia di essere salvato
".
Ci colpisce profondamente la fiducia di queste invocazioni, perché
aprono la nostra confessione alla speranza. Facendo appello alla bontà
e alla tenerezza di Dio, non ci appoggiamo sulle nostre scuse o sul
nostro pentimento. E' nella fiducia di essere amati da Dio, che sgorga
una confessione che dice speranza: "Pietà di me, o Dio,
secondo la tua misericordia; nella tua grande bontà cancella
il mio peccato". Questo ribaltamento lascia spazio alla possibilità
della conversione e della purificazione, e apre alla certezza di poter
cambiare. "Lavami da tutte le mie colpe, mondami dal mio peccato".
Il mondo in cui viviamo, la nostra società, sembrano negare
la possibilità di un cambiamento vero dell'uomo, soprattutto
se la colpa e lo smarrimento sono grandi
Di più, viene
negata l'azione trasformante dello Spirito Santo, che può rinnovare
i cuori e le situazioni. Questa mancanza di speranza negli uomini
e a volte in noi stessi è la tentazione del Nemico che ci spinge
alla disperazione cinica, mentre il Miserere fa respirare il contrario.
Poi osiamo continuare: "Crea in me, o Dio, un cuore puro, ristabilisci
dentro di me uno spirito saldo". Quest'intensa invocazione dice
la richiesta pressante di ricevere in dono uno spirito solido, che
serve per una costruzione ben strutturata
Nasce, allora, dal
profondo la speranza propria di un cuore nuovo: il futuro può
cambiare! E il cambiamento si fa apertura: "Insegnerò
agli erranti le tue vie e i peccatori a te ritorneranno". In
altre parole: non mi rialzerò solo io, ma aiuterò anche
gli altri
I
quattro movimenti del Miserere - passato, presente, appello futuro
- donandoci la coscienza del peccato davanti alla misericordia di
Dio, ci "svelano" le dimensioni del tempo e fanno nascere,
anche in noi, una "confessione di fede": "Signore,
non è la grandezza del mio pentimento, bensì il tuo
amore che trasforma la mia vita".
Non
a caso all'inizio del tempo quaresimale, ogni anno, c'è posto
un giorno nel quale riconoscere il nostro disordine davanti a Dio
Silvana
Malaspina