...Sotto il fico

01.11.06 - Tutti i Santi

Benedetto è il Dio e Padre del Signore nostro Gesù Cristo,
il quale ci ha benedetti con ogni benedizione spirituale
nei cieli in Cristo:
egli ci scelse in lui
prima della fondazione del mondo
perché fossimo santi e irreprensibili di fronte a lui
nell'amore….

Voi quindi non siete più forestieri e stranieri
ma siete concittadini dei santi
e appartenete alla famiglia di Dio,
poiché siete stati edificati sul fondamento
che consiste negli apostoli e profeti
con lo stesso Gesù Cristo come pietra angolare,
nel quale tutto l'edificio
armoniosamente compaginato
cresce in un santuario santo nel Signore,
nel quale anche voi siete edificati insieme
a luogo che Dio inabita in Spirito.

Ef 1,3-4; 2,19-22

Davvero benedetto questo nostro Dio, destinatario e fonte di ogni benedizione nei cieli e sulla terra, che in Gesù si rivela Padre e che sogna per noi dall'eternità un destino di partecipazione alla Sua vita divina.
C'è un piano d'amore che si alimenta nelle viscere di misericordia del Signore e precede la Parola creatrice: Gesù è venuto a rivelarcelo… C'è un'azione totalmente libera e preveniente dell'Altissimo che vuole la creazione e la fa oggetto della sua benedizione perché, conoscendo la tenerezza di Dio, l'uomo possa, a nome di tutto il cosmo, fare atto di restituzione e di ringraziamento (eucaristia!) e confessare: "Benedetto sia Dio!".
C'è un piano di redenzione che riguarda non solo la storia, ma tutto ciò che è uscito dalla mano del Padre.
C'è un'elezione che in Cristo, Verbo Eterno fatto uomo, raggiunge tutti gli uomini che si lasciano attirare dall'Amore; in lui anche noi siamo oggetto di predilezione dello sguardo di Dio, anche noi diventiamo figli, e dunque eredi, partecipi delle cose del Padre, per mezzo dello Spirito, dono del Risorto, che vuole dimorare in ogni uomo.

La storia e la creazione sono orientate verso una meta; e questa meta è la santità ("Siate santi come Io Sono santo", Lv19,2). Essa, intridendo progressivamente il tessuto della storia, molto al di là della percezione umana, realizzerà quella ricapitolazione in Cristo di tutte le cose di cui parla S. Paolo. In Gesù di Nazareth, il Diletto, il Padre torna a compiacersi come davanti all'Adamo che passeggiava in Eden; in Gesù tutta l'umanità è invitata a contemplare come la vita divina possa trasfigurare la natura umana… e ad imitarLo.
Grande allora davvero è la nostra vocazione! Siamo, tutti, chiamati a vivere di fronte a Lui e in Lui, con l'impegno sempre rinnovato e il desiderio forte, nonostante le cadute, di farci trovare irreprensibili nell'amore.
La benedizione e l'amore di Dio ci abilitano a stare, a vivere alla Sua presenza, pur nella nostra fragilità, destinatari della Sua predilezione; ovverosia, infinitamente amati (da sempre e per sempre…). In questo senso, allora, l'essere irreprensibili di cui parla S. Paolo va sfatato da ogni pesantezza moralistica, ma più pienamente inteso come la risposta che l'uomo può dare di fronte alla consapevolezza di un dono che interpella la sua responsabilità amante. Solo l'amore, infatti, può renderci irreprensibili (insieme alla Grazia!). Ogni altra via è destinata ad essere ripiegamento presuntuoso e velleitario.

Questa elezione dall'eternità, riconfermata dalla redenzione, ci promette un'intimità con il Padre e la comunione tra di noi, ci abilita ad una cittadinanza che non conosce i limiti dello spazio/tempo e raduna tutti coloro che sono di Cristo, nella carne e nei cieli. Nello Spirito tutti i figli di Dio abitano la stessa promessa e camminano verso la stessa meta, che è già anche realtà: la comunione dei santi. Comunità dei credenti sulla terra e comunità dei salvati in cielo chiamate a vivere la solidarietà di un'unica appartenenza, di un affetto e di una tensione condivisi.
La Chiesa, come comunità liturgica e apostolica, il singolo credente, abitato dallo Spirito mediante i sacramenti, ricevono dalla gratuità del Padre la vocazione stupenda ad essere santuario santo; luogo in continua edificazione (ma già compiuto in Cristo, pietra angolare) in cui la vita divina si fa visibile nella testimonianza autentica, spesso sofferta, e opera incessantemente, trasformando le nostre esistenze e alimentandole costantemente al fuoco della Trinità.

Auguri di santità…

Mariangela Anifora