...Sotto il fico

17.12.06 - III Domenica di Avvento '06

Giovanni il Battista è uomo di Dio sostanzialmente per questo: sa ridestare e alimentare l'attesa (fino ad indicare l'Atteso…) e sa suscitare una domanda che interpelli l'esistenza, qui e ora…
E' la persona pronta ad accogliere il Signore che viene; si è preparato da lontano a questo incontro, ha rivolto ad esso tutta la tensione delle proprie fibre, del proprio essere: ad-tende, il suo baricentro è sbilanciato verso una realtà che non esiste ancora; ma che per esistere va preparata, appunto… E' l'uomo del desiderio e della fortezza, la cui parola e testimonianza irrompono come un fiume in piena….a ricordare e difendere l'assoluto di Dio.
Attesa contagiosa, quella di Giovanni, che un po' inquieta un po' seduce; che costringe a spingersi al limite del deserto, terra di confine tra le sicurezze consuete e l'insondabile mistero di Dio, per formulare una domanda: "Che cosa dobbiamo fare?".
E' la domanda che segna l'inizio di ogni conversione. Il primo passo che prepara la via del Signore, una via piuttosto particolare perché non esiste prima di essere segnata passo dopo passo dal credente…A questa richiesta Giovanni risponde con un invito a ristabilire equità tra gli uomini, facendo comunione e restituendo il di più, perché in esso, come direbbe Francesco di Assisi, si annida sempre il germe di un'appropriazione indebita che mi mette contro il fratello davanti al Padre… Gesù verrà a perfezionare e rendere più esigente questa risposta: "Va', vendi tutto quello che hai e dallo ai poveri… Avrai un tesoro in cielo…" e "Ama i tuoi nemici…". La traduzione in vita sarà opera dello Spirito.
Uomo di Dio Giovanni, dicevamo. Icona del credente. Che cosa suggerisce a noi, a me a te che leggi, a proposito di attese da custodire e comunicare, di strade da inaugurare e percorrere (preferibilmente non da solitari!), di interrogativi da sollecitare con le nostre esistenze? Che cosa a riguardo dell'infinita sete di senso e di Dio, che fa del cuore degli uomini una terra riarsa, e all'acqua che potrebbe spegnerla? Chi scaverà un pozzo nel deserto?
In questo tempo di attesa, sia gesto di conversione e riconciliazione chiederci con umiltà: "Che cosa dobbiamo fare?"

Mariangela Antifora