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...Sotto il fico 06.01.07 - I Magi, simbolo di coloro che camminano nella fede e desiderano la visione Non
molto tempo fa abbiamo celebrato il giorno in cui il Signore è
nato dai Giudei; oggi celebriamo il giorno in cui è stato adorato
dai pagani. Poiché la salvezza viene dai Giudei (Gv
4, 22); ma questa salvezza (sarà portata) fino agli
estremi confini del mondo (Is 49, 6). In quel giorno lo adorarono
i pastori, oggi i magi; a quelli lo annunciarono gli angeli, a questi
una stella. Tutti e due l'appresero per intervento celeste, quando
videro in terra il re del cielo, perché ci fosse gloria
a Dio nell'alto dei cieli e pace in terra agli uomini di buona volontà
(Lc 2, 14). Egli infatti è la nostra pace, colui che ha
unito i due in un popolo solo (Ef 2, 14). Già, fin da quando
il bambino è nato e annunziato, si presenta come pietra angolare
(cf. Mt 21, 42), tale si manifesta già nello stesso momento
della nascita. Già cominciò a congiungere in sé
le due pareti poste in diverse direzioni, chiamando i pastori dalla
Giudea, i magi dall'Oriente: Per creare in se stesso dei due un
solo uomo nuovo e ristabilire la pace; pace tanto a quelli che erano
lontani tanto a quelli che erano vicini (Ef 2, 15.17). I pastori
accorrendo da vicino lo stesso giorno della nascita, i magi arrivando
oggi da lontano hanno consegnato ai posteri due giorni diversi da
celebrare, pur avendo ambedue contemplato la medesima luce del mondo.
S. Agostino, Sermo 199, 1.1-2.
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