...Sotto il fico

26.05.07 - Dalla Legge alla grazia o dalla Pentecoste giudaica alla Pentecoste cristiana

La festa di Shavuot ha celebrato il dono della Torah al Sinai. Essa fa corpo con la festa di Pesach che evoca l'uscita dall'Egitto e la nascita del popolo. La teofania del Sinai in pieno deserto il terzo giorno reca un lieto messaggio: "Voi sarete davanti a me più amati di qualunque altro popolo della terra. Voi sarete davanti a me re cinti della corona, sacerdoti officianti e un popolo santo", dice la versione sinagogale di Es 19. YHWH aveva piegato i cieli e si era manifestato nel fuoco ardente. Le dieci parole del Sinai, che corrispondono alle dieci parole della creazione, esprimono le esigenze dell'alleanza. La Torah proclama l'unità assoluta del Dio liberatore e mette in guardia contro ogni forma di idolatria che si dà il nome di Dio. Essa ricorda che il Sabato è un giorno di riposo e di imitazione di Dio, ed invita al rispetto dei genitori prima di proibire l'assassinio, l'adulterio, il furto, la falsa testimonianza e la concupiscenza.
La Torah fu proclamata nel deserto per manifestare con chiarezza che essa non appartiene a nessuno: resta trascendente ad ogni interpretazione, perché ha settanta sensi. Un midrash vuole che la voce divina se dividesse in settanta lingue, il numero dei popoli della terra citati in Gen 10. Questa voce che si declina all'universale ha una dimensione planetaria.
In un certo modo, il dono della Torah costituiva il passaggio dalla grazia della Pasqua alla Legge come ingresso nell'alleanza. Ma la Legge, sottolinea il rabbino Paolo di Tarso, mi fa scoprire che sono peccatore, infedele alle norme dell'alleanza. Solo lo Spirito mi dà la forza di mettere in pratica la Legge. Senza lo Spirito la Legge costituisce un peso che mi è difficile da mettere in pratica.
La Pentecoste cristiana, che significa l'irruzione dello Spirito, permette all'alleanza di essere scritta nel cuore e porta la nuova alleanza, il cui compimento fu preannunciato da Ezechiele e Geremia. Essa significa il passaggio dalla Legge alla grazia.
La Pentecoste dell'anno 2007, celebrata a Gerusalemme nello stesso giorno da tutte le Chiese d'Oriente e di Occidente, ha un carattere unico. Lo Spirito dell'unità è capace di convocare tutti i credenti in Cristo per la celebrazione del medesimo Spirito. Le conseguenze che ne derivano dovrebbero essere chiare per tutte le minoranze cristiane che in Israele testimoniano la morte e la risurrezione di Cristo seguita dal dono dello Spirito. Israele, in qualche modo, era passato dalla grazia di Pesach alla Legge del Sinai. Le Chiese cristiane sono invitate a passare dalla Legge alla grazia dello Spirito che ricrea ogni cosa.
Dalla festa dei cinquanta giorni, che ricordava ai Padri della Chiesa le dimensioni dell'arca di Noè, evocherà quest'anno a Gerusalemme i quarant'anni dell'occupazione dei territori palestinesi per alcuni, o i quarant'anni della liberazione di Gerusalemme per altri. Il simbolismo dei quarant'anni evoca il tempo delle grandi preparazioni. Un mondo nuovo è chiamato a nascere a Gerusalemme, dove tutti i figli di Abramo possano passare dalla Legge alla grazia di appartenere ad una stessa famiglia. Rimangono dieci anni per preparare una nuova Pentecoste a Gerusalemme, dove i figli di Abramo comprenderanno la stessa lingua e collaboreranno alla costruzione della città di Dio. Questi dieci anni ricorderanno a tutti l'urgenza di mettere in pratica le dieci parole di Dio date al Sinai e di aprirsi allo Spirito di Dio che riempie l'universo.

Frédéric Manns, ofm - CTS