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...Sotto il fico 16.03.08 - Messaggio dei Capi delle Chiese di Terra Santa La sera di quello stesso giorno, il primo dopo il sabato, Gesù venne, stette in mezzo a loro e disse: "Pace a voi!". Detto questo, mostrò loro le mani e il costato. E i discepoli gioirono al vedere il Signore, che disse loro nuovamente: "Pace a voi!". (Gv 20,19-21)
E' ovvio che nella sera di quella prima Pasqua i discepoli fossero pieni di paura, e anche di dubbi e di perplessità. Troppi avvenimenti si erano susseguiti rendendoli incerti e timorosi del futuro. Tuttavia nell'ora dell'estremo bisogno, Gesù venne e si fermò in mezzo a loro. Perché, quando lo videro morto sulla croce, avevano concluso che tutto era finito e il Maestro li aveva abbandonati. Ma né paura, né debolezza o porte chiuse valsero allora a separare Gesù dai suoi discepoli e nemmeno adesso! Apparve loro nella gloria e rinnovò la loro fede. Nel rivolgere ai discepoli il tradizionale saluto "Pace a Voi!", Gesù cerca di tranquillizzare i cuori dei suoi discepoli ansiosi e turbati. Mostra loro le mani e il costato per convincerli che era proprio lui il crocifisso di tre giorni prima. E così la loro paura e dubbio si tramuta in gioia. Anche noi, al giorno d'oggi, viviamo nel timore e nel dubbio. Anche noi abbiamo bisogno di vedere il Signore Risorto, affinché ci liberi da ogni paura e perplessità per quanto avviene intorno a noi e in noi, e ci restituisca pace e gioia al posto della paura e dell'ansia. Il
messaggio pasquale tuttavia non termina qui. Portare al mondo la nuova
gioia è la missione affidata agli apostoli. Gesù li
mandò in un mondo tormentato affinché portassero a tutti
la sua gioia e la sua pace. In
tal modo Gesù rivela che la sua Chiesa deve essere lo strumento
attraverso il quale la sua potenza salvifica viene fatta conoscere
al mondo e le vite di uomini e donne vengono invitate a sottomettersi
alle esigenze del Regno. Dopo
aver annunciato ai discepoli il potere spirituale che affida loro,
Gesù afferma che la Chiesa ha una specifica funzione nel mondo,
quella cioè di spiegare e convincere la gente che gli uomini
e le donne hanno la responsabilità di confessare i loro peccati.
Se si pentono con sincerità e riprendono il cammino i loro
peccato sono rimessi. Pertanto, mentre rivolgiamo a tutti voi il nostro saluto pasquale, vi invitiamo a dimostrare la vostra fede in maniera più positiva, non da ultimo dando prova della fede personale in Gesù Risorto e Glorificato. Gesù, più che un personaggio della storia, è Colui che ci insegna e ci guida lungo un cammino di pace e di vita nuova. Auguriamo
ai nostri amici in tutto il mondo la pace e la gioia del Signore Risorto.
Vi ringraziamo per il vostro sostegno nella preghiera, ma per favore,
vi chiediamo anche di ricordare che la vostra fede in Cristo ha la
sua origine in Terra Santa. Su questo punto dovete assumervi le vostre
responsabilità. Anche voi siete responsabili insieme a noi
di ristabilire in questa Terra la gioia della Resurrezione, liberandola
dalla morte, dall'odio, dall'occupazione, dai Muri di Sicurezza e
dal timore del rischio della pace. Fate quello che potete e per favore
coinvolgete i vostri governi affinché si assumano le loro responsabilità
nell'assicurare la pace di questa terra. Cristo
è risorto! I
Patriarchi e i capi delle Chiese in Gerusalemme
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